martedì 27 novembre 2018

NOI, CRESCIUTI NEI BOSCHI CUNARDESI.

(Scritto il 12 novembre 2020 durante la Pandemia....)

Che periodo strano..Mi sembra cosi' lontano il tempo che ci si abbracciava e che si stava a contatto senza timori e senza dover mettere in conto il rispetto delle regole e dei decreti...Eppure son passati solo 8 mesi...'Na sputazza, nell'economia temporale dei miei 57 anni...Sono fortunato pero'..Non vivo in una metropoli..Non sono stipato in un appartamento di un condominio e non devo per forza frequentare un parco pubblico per poter cambiare l'aria, per poter cercare un attimo di raccoglimento e per poter godere dei silenzi e del contatto con la natura. A Cunardo i boschi non mancano e per uno come me, che sin da bimbo, ha cominciato a batterli in lungo e in largo, quando ancora non esistevano i cartelli intimidatori...PROPRIETA' PRIVATA ( Almeno li tenessero puliti.....Almeno..) o i fili spinati e le recinzioni delimitanti, sono un luogo di relax in questo momento cosi' incerto. Se devo fare due passi e

mettere la mascherina, perche' rischio di incrociare altra gente, meglio farne 2000 e respirare aria buona a contatto coi colori, la natura e una terapeutica solitudine. Da piccolo i boschi erano la palestra di noi Cunardesi. Non erano dei boschi, per Noi. Con la nostra fantasia erano giungle. Se al cinema dell'oratorio, la domenica avevano proiettato un film di Tarzan, il lunedi' dopo la scuola, si pranzava al volo e in pochi secondi eravamo gia' ''imboscati'' a fare capanne, sugli alberi e non..Cercavamo le liane e ci appendevamo..Imparavamo in fretta ad arrampicarci fino alle chiome piu' alte e da li' ho visto spettacoli e panorami stupendi, gia' da bambino. Non so in quanti oggi sappiano arrampicarsi o si siano arrampicati su un albero. Ci sentivamo padroni della giungla Cunardese..Tarzan...o Zagor...Non importava..Un piccolo temperino, era un'arma per sentirci sicuri...oppure un bastone raccattato sul posto...Ricordo che tornavo sempre a casa con un bastone diverso...Poi lo lanciavo in legnaia. Dopo una giornata insieme mi sentivo infame ad abbandonarlo di nuovo nel bosco o per la strada...Mi ci affezionavo, cosi' lo portavo fino a casa. Insomma, ci si creava un mondo avventuroso, protetti nel verde e non a tiro delle voci delle mamme, che senza telefonini non ci potevano recuperare fino a dopo il tramonto...Poi pero' spesso, erano prediche, lavate di capo o ripassate...''Pettinate'' come diceva il Bepi..Il me Pa'...Arrivavo sempre sudato, rosso come un pollino, pieno di erba e rametti e la Clara che ormai era senza voce si esprimeva a sculaccioni...Non avevamo mica un'attrezzatura adeguata o firmata. Niente scarpe da trekking, ne bastoncini per camminare, ne ci cambiavamo i panni, una volta tornati a casa...Un bagno solo a settimana, si faceva...Al tramonto del sabato, perche' domani era domenica....Un vestito solo alla settimana, piu' quello della domenica e quindi mica potevi metterlo su, ''vunch cuma 'n  ratt o un sgurbatt.'' Spesso si andava nei boschi anche in calzoncini e scarpe da tennis di tela. Le gambe e le braccia graffiate da rovi e rami..le magliette piene di spore appiccicose..Con gli anni abbiamo iniziato a conoscerli, a saperli girare, a non perderci e a rispettare le regole di sopravvivenza che i boschi impongono. I boschi Cunardesi li ho conosciuti a menadito...Forse non tutti allo stesso modo..Ma sono sempre li'..Aspettano solo che ne approfondisci i loro segreti. Oggi c'e' piu' fauna selvatica che non quando Io ero ragazzino..o forse  la nostra regolare presenza, faceva si che gli animali si nascondessero meglio...Battere i boschi secondo le diverse stagioni e' un'esperienza che arricchisce. Sono molto differenti in primavera, in estate, in autunno o in inverno...Io adoro questo periodo e quello che va fino a febbraio..Le giornate brumose, che fanno tanto intimita'...Il tappeto di foglie colorate sotto i piedi che coprono i sentieri, spesso fino a sopra la caviglia. Le foglie che ti cadono intorno con strane traiettorie imprevedibili..Gialle, rosse....L'erba delle radure ingiallita che colpisce gli occhi per contrasto col resto dei colori circostanti...Il periodo delle castagne che coincideva con la scuola..La raccolta delle foglie nelle classi elementari..I funghi li scopri un po' piu' grandicello, anche se io non sono mai stao un fungiatt...Il Bepi andava solo per chiodini...E ammetto che io i chiodini li adoro.. Amo soprattutto i boschi innevati...I silenzi che li pervadono nel giorno che e' cessato di nevicare e camminare affondando con i piedi nella neve fresca lasciando le tracce del primo che crea il sentiero. Adoro sentire nel silenzio, la neve che casca dagli alberi e rompe l'unico rumore, che e' quello del tuo respiro, spesso affannato. Tra il bianco della neve e il grigio degli spogli alberi invernali, risaltano i colori di come ti sei vestito...Se ti potessi vedere risalteresti in quel contesto cosi' privo di tonalita'...Quando con la neve, salivo in Penegra a raccogliere il muschio..qualche settimana prima di Natale, ricordo che la mente volava, era piu' libera...l'aria pungente rendeva i pensieri piu' chiari e privi di contaminazioni..Potere del silenzio. Cunardo mi sembrava distante km col suo vociare, il suo traffico il suo viavai..Ultimamente ho ricominciato a girare di nuovo per i boschi..Soprattutto con Cri'. Con lei condivido lo stesso amore per questi luoghi e per i nostri boschi. Molto e' cambiato da che ero ragazzino..In molti punti hanno edificato..e in molti boschi, innumerevoli alberi sono crollati per via del maltempo..Ieri Cri' mi dice..''Mmmmmh stai ingrassando un pochino?'' e quando una donna ti dice cosi' e' un segnale da non trascurare.. Non e' una domanda e' un'affermazione di cui si e' gia' convinta. Una pulce nell'orecchio che indirettamente vuol dire...''Stai cominciando a invecchiare? Ti stai lasciando andare?.''  Si mi ha punto sull'orgoglio. I boschi sono li'...Non richiedono mascherina.. La pista ciclabile non fa per me. Troppo duro il terreno asfaltato. Fa male ai ''puppacci''...Troppa gente in giro che fa la gnorri, senza mascherina con la scusa che fa sport, o perche' piscia il cane..Gente che prima, ''sport'' sapeva solo scriverlo o lo faceva alla Play...Ho fatto un bellissimo lungo giro nei selvaggi boschi Cunardesi e non ho incontrato anima viva. Purtroppo neppure Gnomi ne Folletti.  Ma soprattutto ad ogni passo mi venivano in mente momenti della mia vita passata, nella quale, i boschi di questo circondario hanno sempre avuto una parte indispensabile, presente e emozionante. Le serate d'estate trascorse al Tiro al Piattello con una miriade di bocia di Cunardo e un SuperTele  a giocare senza righe, ne limiti, in mezzo all'erba alta...Le bande e gli accampamenti di capanne fatti con le foglie e i rami...Le bevute ai ruscelli senza preoccuparci se l'acqua fosse potabile..Non esistevano sentieri per noi...Si tagliava, spesso ci si inerpicava in linea retta verso il luogo da raggiungere..Spesso si scivolava e si scendeva a rotoloni..Una pozza d'acqua piovana era una piscina ai nostri occhi e via a bagnarsi..Un ramo diventava un trapezio da cui dondolare e sfidarsi a lanciarsi piu' lontano..Le lotte tra le foglie....La raccolta di frutta selvatica, spesso bacche sconosciute che ci bullavamo di conoscere e allora poi eri costretto a mangiarle per primo per dimostrare che erano buone..E gli alberi da frutta che diventavano segreti. Memorizzavi la posizione per ritrovarli, senza rivelarlo agli altri. I campeggi fatti imitando le Giovani Marmotte, ma diversamente da loro, al tramonto si tornava a casa. L'esplorazione delle cascine abbandonate, o diroccate che se erano chiuse col chiavistello ci si ingegnava come fare a entrarci..e spesso era dal tetto..E dentro trovavi segreti e tesori...e a volte riviste porno.. Un'eterna sfida, una voglia di conoscenza e di esplorazione..Mentre camminavo ero assorto e rivedevo tutto cio'...Momenti che volevo scrivere. Fissare per sempre. Solo chi e' cresciuto con la natura, con i boschi come giocattolo puo' capire come mi sento. Penso che non avro' mai bisogno di uno psicologo finche' avro' la possibilita' di trovare serenita', equilibrio e pace, godendo una natura cosi' bella come quella Cunardese.  Ah...E son gia' anche dimagrito un pochino.😉 

IL BOSCO DELL' ''ALCE ROSSO''

Fu il primo anno che a Cunardo fecero il GREST. Forse il  1975...76..boh...Ricordo che quando lo scoprii la stagione era prossima alla fine... Forse mancavano due settimane. Ricordo che Io, Pippo e il Pac, selvatici bindurlun del paese, fummo aggregati alla squadra degli Scoiattoli...Il GREST era suddiviso in 4 squadre col nome di animali..Ricordo gli Scoiattoli.., le Formiche...e altri due che spero qualcuno ricordi, cosi' che abbia modo di colmare questa mia lacuna...Gli Scoiattoli vinsero la stagione. Per cui vinsi anche io..Ricordo che i miei Capi..Educatori come li chiamerebbero oggi, erano il Nini Bossi, il Fabrizio Bossi cartule', la Franca Monopoli...ecci' ecci'..Ma ricordo anche l'Alberto Mandelli, La Chicca Mandellli, L'Oscar Fiorenza e tanti altri giùinott...a capo degli altri gruppi. Che poi non erano cosi' piu' grandi di noi...4, 5 anni, ma avevano carisma e quel fare adulto, che era indispensabile per farsi seguire...Ricordo che le giornate si svolgevano nel cortile dell'oratorio...Fuori del cinema insomma. Ogni giorno si inventavano giochi in competizione tra le 4 squadre. Giochi a punteggio, che alla fine facevano classifica e determinavano la squadra vincitrice. Ricordo che quell'anno ogni squadra presento' una recita da mettere in scena sul palco del Cinema Don Bosco...Gli Scoiattoli decisero per la fiaba di Aladino. E chi fu Aladino?....Ricordo che per rendere il mio aspetto orientaleggiante fu tagliato a meta' un pallone (sacrilegio!!!) un Super Tele rosso e a una meta' risvoltata, fu applicata una treccia fatta di stringhe di scarpe. Il tutto, una volta messomi in testa, doveva darmi un aspetto da Cinese...Che poi...La Cina con Aladino poco centrava...Boh..Ricordo che la principessa Sherazade, di cui Aladino era innamorato, fu interpretata dal Massimo Adreani ''Maldera''. (Voglio vedere se ha il coraggio di smentire o di dire che non ricorda...). Fu tanto imbarazzante quanto divertente, una volta che sentii, le risate e gli applausi di chi in platea assistette all'esibizione. Tutti partecipanti al GREST naturalmente. La mia performance fu da Oscar, nonostante fossi sempre stato un bimbo timido e introverso..A parte gli scherzi, fu molto divertente .Tze'. Ma il gioco finale, a sorpresa, si disputo' nei boschi. Io ero abituato a scorazzare per i boschi ma non sapevo identificarli...Non seguivo tracciati e sentieri. Mi ci buttavo dentro e basta. Da quel giorno, ogni volta che ci passo ricordo perfettamente come si svolse il gioco, come se fosse stato solo una settimana fa...Invece sono passati minimo 45 anni...Il bosco e' quello che arrivati alla proprieta' del Tosin, biforca a sinistra per andare in Penegra e dritti per andare verso Fabiasco...Proprio quello li' a vista, sul bivio. Quel tratto di boschi ai piedi del Castelvecchio sulla sinistra del sentiero che porta a Fabiasco. Il gioco si chiamava Alce Rosso...ma non chiedetemi perche'. So solo che fu la prima volta che ci giocai e fu divertentissimo. 4 squadre del GREST, vennero sguinzagliate per quel tratto di bosco con una bandana bianca in fronte. Le squadre si distinguevano da fazzoletti colorati. Su ogni bandana, nel centro della fronte, un numero scritto a pennarello. Il gioco consisteva nel leggere il numero degli avversari per eliminarli. Si poteva appoggiare la fronte contro gli alberi per un massimo di 5 secondi, ma poi dovevi cambiare albero o essere sempre in fuga, cercando nello stesso tempo di leggere quello degli avversari. Vinceva la squadra che restava sul campo, dopo che gli altri erano eliminati tutti. Le squadre erano composte da tutti i componenti delle squadre, per cui per il bosco si riverso' una marea di bambini che poco a poco diradavano, quando venivano eliminati. C'era chi spudoratamente fuggiva tenendo la mano sulla fronte, chi mentiva il suo numero anche se lo avevi eliminato, chi stava anche dieci secopndi con la tasta contro l'albero perche' era circondato e non trovava spazi per fuggire...I capi gruppo dovevano fare da arbitri e verificare che chi era eliminato lasciasse il bosco. Ricordo che mi divertii da morire...Vincemmo, noi Scoiattoli e vincemmo il, GREST. Ma quello e' secondario. Ogni volta che ci passo...a cosi' tanta distanza di tempo non riesco a non rivivere quel pomeriggio...Il bosco e' uguale a tanti anni fa...Mi fermo...appoggiato al mio bastone da bosco....Scruto...Nel silenzio, se mi concentro riesco a vedere il fuggi fuggi tra gli alberi, il vociare, i numeri gridati...gli inseguimenti e le frenetiche fughe per nascondere la bandana...Poi con un sorriso mi compiaccio ancora di quanto fosse divertente...Penso a come ci divertivamo con poco..all'aria aperta...mischiati senza discriminazioni ..senza telefonini.. Poi riprendo il cammino assorto....E nel bosco poco piu' avanti sento la suoneria di un cellulare e una persona che risponde gridando...Puff...finita la magia..


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