martedì 27 novembre 2018

QUANDO C'ERA IL MESSO COMUNALE....E IL MARINO.

(Scritto il 10 ottobre 2020 durante la Pandemia di COVID 19) 

Ho sempre pensato che l'eta' anagrafica, le esperienze di vita e lavorative, le vicissitudini e anche la provenienza...nel tal caso, fossero un importante accumulo di punti per essere rispettati in eventuali confronti. Un dossier ben aggiornato, per essere trattati con educazione e se non altro con gentilezza. Lo so..Lo so..Io non dimostro l'eta' che ho..La gente si puo' ingannare. Sono bello, biondo, con gli occhi azzurri, palestrato e con una tartaruga addominale, con richiami tribali Maori..Potrei darvi l'idea che non arrivo ai 40..Non ho le sopraciglia tatuate pero'...Ne' mi tingo i capelli...Quello tradirebbe la mia eta' vera...Siete voi Farisei che non avete colto i particolari..Non e' colpa mia. In verita' sono pur sempre vicino alla sessantina... Ho 35 anni di lavoro alle spalle...qualcuno in nero...Quelli che pesano di piu'...Ho esperienze di vita e di morte, che ormai mi hanno reso cinico, distaccato e freddo quando le cose capitano ad altri.. Ma la mia carta di Identita' dice che sono NATO a Cunardo...E quindi..Di questo

NOI, CRESCIUTI NEI BOSCHI CUNARDESI.

(Scritto il 12 novembre 2020 durante la Pandemia....)

Che periodo strano..Mi sembra cosi' lontano il tempo che ci si abbracciava e che si stava a contatto senza timori e senza dover mettere in conto il rispetto delle regole e dei decreti...Eppure son passati solo 8 mesi...'Na sputazza, nell'economia temporale dei miei 57 anni...Sono fortunato pero'..Non vivo in una metropoli..Non sono stipato in un appartamento di un condominio e non devo per forza frequentare un parco pubblico per poter cambiare l'aria, per poter cercare un attimo di raccoglimento e per poter godere dei silenzi e del contatto con la natura. A Cunardo i boschi non mancano e per uno come me, che sin da bimbo, ha cominciato a batterli in lungo e in largo, quando ancora non esistevano i cartelli intimidatori...PROPRIETA' PRIVATA ( Almeno li tenessero puliti.....Almeno..) o i fili spinati e le recinzioni delimitanti, sono un luogo di relax in questo momento cosi' incerto. Se devo fare due passi e

domenica 29 aprile 2018

LA FARMACIA DEL ''GIGETTO''


Nascere, crescere e vivere nel Cantun Merda era come soggiornare in una dependance del paese, dove avevi tutto..proprio tutto per la sopravvivenza...o quasi...Il Cantone si era creato una certa autonomia. ''Ciavevi'' la frutta e verdura del Mimmo e la Bruna, ''ciavevi'' l'alimentari, panetteria, focacceria, pizzetteria, del Giancarlo Bonora..Gia'il Giancarlo.... L'ultimo avamposto degli scolari che si avventuravano oltre la Piazza e combattevano la sindrome da abbandono per cinque ore, con una merenda ben oleata e salata di grosso, durante le ricreazioni scolastiche... ''Ciavevi'' la bottega di barbiere del Giacomino, il calzolaio del Rino e Tino ''bagatt'', la lavanderia della Isa e della Ivana, le Poste, la cartoleria della Bice, la macelleria del Figini...Se ti inoltravi gia' nei meandri del paese...oltre i

venerdì 27 aprile 2018

LE FONTANELLE E IL LAVATOIO.


Le conoscevamo tutte, le fontanelle di Cunardo. Ci mancherebbe, eravamo eternamente accaldati, sudati, sempre in movimento. Mica entravamo in Tigros e compravamo una Red Bull o un Fitgar. Tze'. Sapevamo come centellinare gli sforzi, sapevamo dove era il posto di "ristoro" piu' vicino. Io figlio del Cantun Merda ho sempre avuto la mia preferita. Ora non c'e' piu'. Ai piedi della via Monte Grappa. Di fronte al negozio del Bonora. Bellissima, con il lavabo in pietra a forma di guscio di noce. Era il via per una giornata di avventure. Rifornimento per riempire i flaconi di "Spirito" vuoti e giocare a bagnarci. Per riempirci le guance e sputare addosso agli altri la nostra mancanza di pensieri. Meglio di tutti le conosceva la "Cochisse". Abitava nella corte della Maria Bustocca. Nello stesso "condominio" del

LA MOSTRA DELL' ARTIGIANATO.


Era una manifestazione per promuovere le varie attivita' artigianali che si svolgevano a Cunardo, che si teneva d'estate presso le scuole medie. Per noi che eravamo abituati a frequentare le scuole per tutto l'anno, era un senso di privilegio poter circolare impuniti per le classi durante la manifestazione. Dopo l'inaugurazione, giravamo di classe in classe, pensando a come durante l'anno, eravamo obbligati peer la maggior parte del tempo in un banco e potevamo vagabondare per le aule solo per la ricreazione, alla ricerca di compagni di gioco piu' o meno rimandati. Perche' una volta si bocciava, si bocciava eccome. Le classi erano un miscuglio di alunni di un triennio di eta'.Tranquilo che se tu eri in terza, c'erano almeno una decina di persone che avrebbero dovuto essere fuori gia' da almeno un anno. La Mostra

ARRIVANO LE GIOSTRE.


ARRIVANO LE GIOSTRE.
Erano gli anni che, lo spiazzo erboso in via Luinese, oltre la provinciale, di fronte al Bar tre valli, dove ora e' stata costruita la banca, ospitava il circo, oppure le giostre o il calcinculo, come si diceva piu' alla buona. Lo spettacolo del Circo di solito riempiva l'arco di due o tre spettacoli, poi riprendeva il suo tragitto, ma le giostre stazionavano sovente anche per 15 giorni. Era un appuntamento che per noi in eta' scolastica adolescenziale, preannunciava l'estate. Nessuna rotonda, in quel di Piazzale Milano in quegli anni.. Solo una strada provinciale dritta. Da Luino a Varese, da Varese a Luino. Le giostre, erano composte da una pista per autoscontro, un trenino per i piu' piccoli, un paio di "tirapugni a gettone", per quelli che si bullavano di avere i muscoli e le Marlboro nel risvolto della maglietta di Yuppi Du o di

LA PALESTRA E IL VITTORIO.


Un cubo. Un cubo con ampie pareti di vetro, separato dal resto del complesso scolastico era la vecchia palestra. Non aveva spogliatoi ne docce ne altro. Ampi finestroni che davano sul cortile delle elementari e raccoglievano luce da ogni lato. Mo' capisco perche' ci facevano fare ginnastica tra i banchi, nelle elementari. Un due tre, un due tre. Un caseggiato quadrato, con un pavimento lastricato, sconnesso, grigio. Una fune, tre pertiche, una parallela e qualche tappetino strappato alla pensione, per mancanza di fondi. Era al rantolo finale. Pochi mesi ancora di vita. Poi un giorno arrivo' lei. La palestra nuova. Figaaataaa. Squadrata per bene, con il pavimento in linoleum e le righe gialle del campo per pallavolo che risaltavano sullo sfondo terra di Siena. Un po' colorata almeno, non smunta smunta come la

giovedì 26 aprile 2018

IL FALO' DEL ''VECCHIO'' A SAN SILVESTRO.


Poteva essere "non dopo" il 1971. Ero piccolo, non ne ricordo altri durante la mia fase adolescenziale.
I programmi televisivi terminavano alle 22.30. Ma tanto la Tele io ancora non la avevo. I Bar chiudevano alla stessa ora e i motivi di protrarre l'orario fino a tardi si riducevano a poche feste occasionali o private e soprattutto al festeggiamento dell'arrivo del nuovo anno. Li' allora si poteva pensare di vivere gli eventi fino dopo la mezzanotte. Oggi si festeggia qualsiasi cosa, ogni assurda ricorrenza, ogni scorreggia e' motivo di tirar mattina. La notte di Capodanno era l'unico vero appuntamento che coinvolgeva tutta la comunita' Cunardese per una notte e riavvicinava e saldava quei valori di appartenenza e comunita' che ormai non si riscontrano piu'. Nonostante riconosco, con plauso, che attualmente si tenti, con fior di acrobazie, di creare manifestazioni e motivi di incontro per saldare

IL CICLISTA.


Preciso che non e' un ricordo autocelebrativo. Se ancora oggi la generazione di Cunardesi che mi ha visto crescere mi identifica come " 'l fio' du Bepi.." o " 'l fio' del ciclista " , probabilmente ha lasciato un ricordo. Comunque, anche se non fosse stato mio padre e io avessi avuto una bici, anche io la avrei portata ad aggiustare da lui. Io la bici non la ho mai avuta, usavo la sua, se avevo voglia, una 26 degli anni quaranta, da corsa, col telaio rosso metallizzato scolorito e con il manubrio a corna d'ariete, che gli aveva regalato Luigi Ganna, negli anni della sua gioventu'. Non esisteva un negozio di bici a Cunardo e il fatto che anche dai paesi limitrofi venissero a farsi sistemare i mezzi, vuol dire che non c'era neppure nel circondario. Molti hanno sempre creduto che fosse il suo lavoro primario, soprattutto i Milanesi che

IL GROTTO DEL TINO E DELLA ROSETTA.


Il Grotto era un mondo. Era Cunardo d'estate. Era l'antipodo del Bar Tre Valli, con cui stabiliva i limiti della zona abitata ai due estremi del paese. Non l'Osteria del Bacco ne l'attuale Fanfagrotto. Ormai chissa' in quanto pochi ne hanno ricordo. Sembra ieri per noi Cunardesi. Ma invece e' molto lontano nel tempo. Il Grotto Ghiacciaia. Il Tino e la Rosetta lo gestivano. Fratello e sorella. La Rosa che se le chiedevi di farti un panino te lo faceva con le mani ancora sporche di crusca e di pastone, perche' aveva appena dato da mangiare alle galline e il salame era rancido..ma la pancetta pero' era una delizia. Ma nessuno ci faceva caso perche' le galline e le bestie le si aveva un po' tutti e tutti si era gente semplice a alla buona. La Rosetta che il giorno dopo se mancavano 10 lire te le chiedeva. E al Grotto ci bevevi o la

IL DENTISTA ROSSI.


Le alternative non erano poche. O il dott. Gueli, o il dott. Giroldi o il Luigi Rossi. Cunardo non ha mai lesinato in dentisti.  Come in parrucchieri. Diciamocelo.
Stando a giudicare dalla fila che si assemblava sempre fuori dal cancello della sua viletta. (Perche' lui non andava per appuntamento..) era sicuramente il piu' economico. In tempi di oculatezza economica si badava molto anche a quello. Sembra che non potesse esercitare, perche' era meccanico e non odontotecnico, ma la cosa non sconfinferava se poi potevi risparmiare la meta'. Dita grosse come wurstell, che quando ti dovevano schiacciare una capsula in posizione, ti ingombravano tutta la bocca. L'immancabile "Cica !". Indicandoti il bicchiere di vetro spesso, colmo d'acqua, dopo una trapanazione, per darti quella pausa prima del supplizio successivo. Le sue sedute duravano 10 minuti. Forse. Ma le

LE DOMENICHE AL ''CINE''.


Spapa e ranzato  sul divano, un languorino ti convince fino all'inconfutabile conferma, che l'attrazione dei corpi e' una legge fisica ponderabile. L'attrazione per il  frigorifero ha il sopravvento. Altre volte la pisciatina post birrozza ti obbliga a stoppare la visione del Divx, Dvd, Sky sa il caxxo quale o Vhs per i piu' Flinstones.  Alzarsi a espletare il bisogno improvviso diventa impossibile da gestire. Una volta non era cosi'.
Una volta se non seguivi di un fiato la visione, dovevi aspettare che venisse replicato il programma mesi dopo. Il giorno dopo, se si parlava proprio di quel frammento che ti sei perso eri escluso dalla discussione. Una volta due canali bastavano per socializzare, perche' il giorno dopo a scuola, tutti si

RICORDO DEL ''GINO'' MARCHIORETTO.


Non e' stato un dentista amabile ed originale, ne un ciclista che ti rimetteva in sella ai tuoi sogni di ragazzino vivace e spensierato. Ma credo che abbisogni dargli atto, di aver sopperito a mancanze di aggregazione per un trentennio e piu', in ambiti in cui, erano forse altri organi del paese, che avrebbero dovuto proporsi e darsi da fare per la crescita e la trasmissione di valori a generazioni emergenti. Un solo Gino con la G maiuscola e' conosciuto a Cunardo. E forse e' ora di rendergli merito. Il mio primo approccio con lui fu nel 1976. Mi fermo' con la sua 500 blu scura scura e mi disse. Quest'anno alleno gli allievi. Vuoi venire a giocare? Io ero in parola con il Luino. Gli dissi la verita'. "Le do una risposta a breve." Tutto l'ambaradan sfumo' per motivi che non sto' a raccontare. Lo fermai alla successiva

''RA NOSTA FESTA'' E LE PELOTE DI SEGATURA.


Sono cresciuto che era ancora ben distinguibile il solco tra figli di sciuri e figli di operai. Per i secondi, un solo appuntamento all'anno per rinnovare il guardaroba giocattoli, il Natale. E dovevi farli durare per tutto l'anno seguente. Per il resto erano la fantasia, l'immaginazione e l'aria aperta, i modi piu'consueti per riempire le giornate. (Finche' un giorno mi innamorai di un pallone.) La festa del paese era come un autogrill a Ottobre, su un tragitto di km temporali, a cui sostare prima dell'arrivo della Nativita' e facendo uno strappo alla regola potevi sperare in un giocattolo. La festa del paese di Cunardo, coincide con la festa della Madonna del Rosario. Fu l'occasione che diede nome a mia sorella Rosaria, che nacque proprio quel giorno, un 2 ottobre di "troppo pochi" anni fa. Tutto avviene nel contesto e

IL PARCO GIOCHI.


Credo che le scuole siano lo spazio che ha visto succedersi piu'generazioni di Cunardesi in assoluto, per dovere di frequenza soprattutto, ma che il Parco giochi, o parchetto o Parco delle Rimembranze, sia lo spazio che a Cunardo ne possa insidiae il primato. Personalmente e' stato un punto di incontro e di ricreazione gratutito per almeno 35 anni della mia vita. Ho visto passare generazioni precedenti la mia e le successive, fino ai primi anni del 21esimo secolo. Il primo impatto fu verso la fine degli anni sessanta con le prime contestazioni ed emancipazioni vissute di riflesso, essendo solo poveri provinciali. Ero presente il giorno che affissero dei cartelli arancioni agli alberi con la scritta.." E' vietato l'utilizzo dei giochi a persone sopra i 13 anni" Mi contai qualche dito della mano e dissi." Figo, per qualche anno

LA CUNARDO DEI BAR ( Parte prima)


PREFAZIONE
Una foto cattura più likes di uno scritto si sa, anche se fa cagare. Immediata, senza perdite di tempo. O piace o te la fai piacere pur di mettere un like. Questo argomento avrebbe richiesto 10 volte altrettante righe ma lo avrebbero letto in pochi. Chi é di Cunardo, sa di che parlo e ciò che ho tralasciato lo ha nei cassetti della memoria. Chi non lo é dia fondo alla fantasia.

La vita associativa di Cunardo, per anni e' stata affidata ai Bar, le bettolette, le osterie come le chiamavano i nostri anziani che non ne saltavano una puntata, soprattutto nelle Via Crucis della domenica. Checche' se ne dica, erano dei veri e propri oratori per adulti, delle vere e proprie famiglie

LA CUNARDO DEI BAR - (seconda parte) - Il Bar Tre Valli e il primo L'Angolo.


Parlare del Tre Valli e' come raccontare un pezzo di me. Arduo sintetizzare 25 anni di episodi, personaggi e situazioni vissute giorno per giorno. Immaginate di andare a letto e anziche' con un lenzuolo vi copriate con un fazzoletto. Quanto resterebbe scoperto? E' il solo Bar di Cunardo con una gestione, sin dalla notte dei tempi, tramandata in maniera generazionale. Se il Grotto era l'arrivederci, il BTV era il benvenuto al paese. E della posizione strategica ne ha sempre giovato. Fino a 40 anni fa da Ghirla, sul tragitto per Cunardo, vi erano solo prati a distesa, una centrale elettrica, il Cappuccetto Rosso prima del Maccale', una centrale del gas, antenata del Tigros, un benzinaio e una cappelletta a

I BAGNI NELLA RUNGIA.


Ho visto il mare per la prima volta a 13 anni. Dall'autostrada. Accompagnavo il mio ex cognato in una visita parenti al paesello, con la promessa che di li' ad una settimana si sarebbe fatto una capatina, presso una sua sorella che ci abitava dirimpetto. Che ci abitasse dirimpetto era vero, ma troppo occupato a giocare a carte e a morra coi compagnucci ante esodo al Nord, il mare lo rividi sempre dall'autostrada pure nel viaggio di ritorno. Fino a quel momento le masse d'acqua piu' imponenti che avevo visto erano il Lago Maggiore, nelle domeniche che ci si recava a Luino e una volta scesi al capolinea, situato proprio davanti al lago, ci recavamo a piedi in fila indiana, presso mia zia Rina che abita a Creva. Quindi il lago di Ghirla, intravisto in qualche capatina a Varese sempre in pulmann ma mai coperto e infine la vasca da bagno i sabati pomeriggio, in occasione del bagno settimanale, perche' il giorno dopo dovevi mettere i panni della domenica. Si usava cosi'. A volte ci ripenso e immagino sei

TEMPO DI CASTAGNE.


Crescere a Cunardo e non farsi attrarre dalle ampie zone di bosco che fanno parte del nostro territorio non era da vero ragazzino cunardese. Luoghi di immaginarie avventure e fantasie, di esplorazioni, di capanne sempre in costruzione e dopo ogni temporale, abbandonate a se stesse. Il bosco e' sempre stato per noi luogo di liberta', di simbiosi con la natura e di rinnovate scoperte di qualcosa di sempre diverso. E diciamocelo pure, non eravamo a tiro dei nostri genitori per cui si faceva cio' che piu' ci sconfinferava. Io non sono mai stato un "fungiatt" e me ne vergogno. A parte la raccolta dei "Ciuditt" con mio padre in zona Tenda, sono andato per funghi solamente una volta. Mi porto' con se la Egloge. Grande conoscitrice di posti e appassionata fungaiola. Avro' avuto 12 anni. Partimmo col buio. Per me

IL TIRO A VOLO E LA CACCIA AI PIATTELLI INTATTI.


Non avevo mai lavorato con Claudio. Lui e' di Maccagno, forse qualche anno piu' annoso di me. Mi e' toccato per scelte d'azienda. Dopo un po' mi dice. "Ti te set da Cunard.? Io.."Seee.'' "Vacca Mxxxxxx, quante gare di tiro al volo che ho fatto su al poligono di Cunardo." e mi enuncia una serie di persone a me famigliari che anche per lui sono bagaglio di ricordi. Urka. Il "Tiro.'' Gra, come hai potuto aspettare cosi' tanto? Una mattina di qualche settimana fa, approfittando di una delle regolari notti insonni che appena albeggia mi mettono addosso quel bisogno di zampettare in giro, prima che il sole si alzi e il paese si desti, prendo e mi incammino verso il "Tiro al piattello." Scelgo la strada che facevamo da

ANGELO MORISI - IL CUNARDESE NUMERO UNO.

Era il 1982...L'Italia dopo 44 anni tornava ad essere Campione del Mondo di Calcio. 1934 e 38 gli ultimi allori iridati in campo calcistico..Non erano piu' gli anni in cui il fascismo aveva un peso..anche a livello sportivo..Fu una vittoria inaspettata..Ma goduta proprio per quello...Proprio proprio goduta...Fu un'orgasmo sportivo...e per molti il primo vero orgasmo sessuale con una partner che per pena o per calcolo non finge di compiacerti.. Fu irripetibile per chi lo visse..Mi spiace per quelli che godono e vissero solo in prima persona del farlocco mondiale del 2006...Io nel 1982 avevo 19 anni compiuti...Beppe Bergomi si laureo' Campione del Mondo a 18 anni perche' li compie a dicembre...18 anni e titolare nella finale contro la Germania...Cazzarola...Campione del mondo. Pensate, senza

QUANDO A CUNARDO ARRIVO' L' AUTOSCUOLA ''CASTELVECCHIO''...del PIETRO.


Sei di Cunardo se...?!..Beh...Se hai fatto la patente all'Autoscuola ''Castelvecchio''.. del Pietro. Esatto. Fino al 1977 se volevi prendere ''il permesso di guida''....''la licenza di condurre'' dovevi per forza guardare oltre i confini del paese. Ponte Tresa, Luino, Varese...erano le destinazioni più obbligate, se tu avessi deciso di iscriverti ad una Scuola Guida e conseguire il documento per condurre una vettura. Piuttosto scomodo e complicato per quei tempi.. Naturalmente, anche nei paesi più limitrofi a Cunardo, si approfittò della  nuova comodità..quindi non certifica che sei per forza di Cunardo, ma credo che non esista un Cunardese che non abbia conseguito la patente tra il 1977 e la sua chiusura, nell' ''Autoscuola Castelvecchio'' di Cunardo. 

CUSCRITT E SALAMITT.


Mi ricordo che scappai a casa spaventato. Avevo incontrato dei personaggi vocianti, in paese, con delle strane girelle di legno, che a ritmo assurdo li accompagnavano stridenti. Tutti neri in viso, quasi come fossero spazzacamini. Qualcuno sotto le mentite spoglie mi era parso un viso famigliare, ma troppo spaventato, mica stetti li' ad aspettare che mi si accendesse la lampadina. A casa mi sentii al sicuro. Pochi istanti dopo sento bussare alla porta. Cacchio !!! Cosi' dicevo a quell'eta'. Poi mi sono adeguato. " Allora mi hanno inseguito, vogliono proprio me.'' Alcune di quelle losche figure stavano per entrare in casa mia. Poi, ecco che salta fuori mia mamma.."Toh...ghe chi i cuscritt.." e con un cartoccio, con

IL CARNEVALE CUNARDESE.


Carnevale a Cunardo, rappresentava per noi ragazzini, la possibilta' di scorazzare per qualche giorno, cammuffati e truccati sotto mentite spoglie, impersonando gli eroi della nostra fantasia. Erano ancora lungi i tempi della schiuma da barba e degli inseguimenti con le le stelle filanti spray. Ancora Halloween con la sua consumistica imposizione, non aveva ottenebrato le menti di genitori e bambini, che pur di essere alla moda, gli insegnavano a pronunciare " Dolcetto o scherzetto.." e li sparpagliavano di notte, per le case del paese, come tanti spiritelli annoiati e scassaballe. Prima Il massimo del trasgressivo erano la polvere prurigginosa, la polvere per sternutire e le mitiche.... fialette puzzolentiiiiii....detto alla Fantozzi. Il top del genio artificieri erano le miccette colorate e al massimo i

LE ESPLORAZIONI DELL' ''ORRIDO'' DI CUNARDO.


Per come lo sentii descrivere nei racconti delle mie sorelle quando ero piccolo, l'Orrido di Cunardo me lo immaginavo come un labirinto di grotte, sempre piu' addentranti verso un sottosuolo buio, freddo e abitato da forme viventi deformi o mutate. Nei loro racconti sembrava avessero vissuto un'esperienza avventurosa oltreche' audace. La stessa parola Orrido poi, secondo l'etimologia italica sta a definire qualcosa di spaventevole, che suscita orrore. In seguito, ci portarono negli anni seguenti, anche le mie

IL CAMPETTO ''TALAMONA''.


Ho giocato per 30 anni a calcio. E' sempre stata la mia piu' grande passione e il mezzo che mi ha dato modo di vincere anche una certa mancanza di autostima che mi attanagliava negli anni della mia adolescenza e gioventu'.
Non ho mai accampato responsabilita', ne pretese, per la mancanza di strutture associative o sportive nel mio paese, per integrarsi, giocare e condividere momenti di gruppo. Quelle arriveranno dopo, anche troppe e spesso col tempo, inutilizzate o in progressivo abbandono, quando la generazione della Play comincio' a preferire il tepore e il riparo casalingo, ad una sano pomeriggio all'aperto, nel fango, al

IL BEPI.


Il Bepi non lo troverete sul libro pubblicato qualche tempo fa, tra le persone illustri che hanno dato smalto al paese. Non c'e'. Forse non c'erano i requisiti per entrare nel Gotha dei Cunardesi da ricordare. Beh allora lo ricordo io. Forse per molti era solo ''il Ciclista'' o ''Quel ca 'giustava i biciclett''. Ma a Cunardo intanto, il Ciclista c'era. Negli altri paesi no.  Il Bepi non era solo ''il Ciclista'', quello per cui gli ultimi Cunardesi sopravissuti, lo ricordano. Si, ci faceva scorazzare per le vie del paese con le bici. Pit Stop...bucato...freno rotto...riparazione e via...Il Bepi e' stato anche rappresentante di una categoria di Cunardesi eroi, patrioti, inconsciamente ingenui e strappati alle famiglie senza la certezza di un

mercoledì 25 aprile 2018

IL PALIO DEI RIONI.


La totale mancanza di punti ricreativi fino ai primi anni 80, se si eccettua il parco giochi,  fu sicuramente uno stimolo all'improvvisazione. La mia generazione creava dal nulla alternative di balocco, senza accampare responsabilita' ad organi amministrativi. Ci si arrangiava insomma. Non per questo ci sentivamo annoiati  o motivati a condannare il mondo, per la nostra poca voglia di sbatterci.

QUANDO A CUNARDO NEVICAVA DAVVERO.


Primi di marzo...ed e' nevicato. La neve e' bella fino a che non hai la patente, poi se non hai un posto macchina o un garage diventa un grandissimo sbattimento. Una ricerca esasperante di un riparo da ruspe e uno stabile posto dove stazionare finche' non cessa. La viabilita' ormai a Cunardo e congestionata. Macchine parcheggiate ovunque, in tripla fila, una sopra l'altra in altezza...Tutti i parcheggi pubblici furbescamente piazzati nei pressi di discese. Ormai quando nevica non c'e neppure piu' lo spazio per poter circolare e rendere viabili le strade..La desertificazione del centro del paese, con progressivo spostamento della vita quotidiana sulla provinciale poi ha fatto il resto. Voglio pensarla

IL CONCERTO DI VAN DE SFROOS E IL SAN MARTINO.


 " E scùlta i spiriti e scùlta i fulètt
che ranpèghen söel müür e sòlten föe di cassètt
g'hann söe i vestii de quand sèri penènn
i ne vànn e i ne vègnen cun't el büceer del vènn... "
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Potrebbe essere stata la prima volta che percorrevo la via Rossini fino al campo sportivo, per un motivo che non fosse inerente al pallone. Felice come un bambino che va al circo, con in mano il suo biglietto per sognare, mi unisco alle altre persone, che piano piano, abbondantemente in anticipo, da tutte le strade del paese, fanno processione mormorante fino ai cancelli del terreno di gioco. Nella stessa sera avrei potuto unire i miei tre amori, per la musica, il calcio e il San Martino...Quella sera a Cunardo suonava il Davide Bernasconi da Monza in Van de Sfroos. Il cantastorie del nostro territorio. Una sola ragione univa e aveva richiamato probabilmente la maggior parte dei presenti. Il dialetto. Da chi si

LE FESTE NATALIZIE.


Da ragazzino a Cunardo il Natale era inteso come vacanza scolastica, rinnovo del guardaroba giocattoli, albero di Natale o presepe, pranzo fuori dagli schemi e Messa di mezzanotte. A Cunardo la giurisdizione della consegna dei giocattoli era di Gesu' Bambino. Punto. A Santo Stefano gli amici curiosi del Bepi ti chiedevano.''Se ta' purta' 'l Bambin? ''. Nessun Babbo panzuto, con naso rosso e giacca in tinta con i colori della Coca Cola. Allora Carosello era di pura marca italica, pochi reclames di provenienza straniera ti deviavano la mente. Io ero in rapporti tesi con il Bambino. Io scrivevo ''la letterina'' e lui mi portava quello che pareva a lui. Un bambino che mi regalava qualcosa non era credibile. Se a un mio coetaneo ci chiedevo una cicca..''Me ne dai una.?''....''Noooo!!!!''. Figurati se gli chiedevo dei giocattoli. Un poveraccio nato in una mangiatoia poi ?! Simpatizzavo piu' per la Befana.

LA VECCHIA SEDE DEGLI ALPINI.


Adoro l'autunno e l'inverno...Vivrei tutto l'anno di autunno e di inverno. Adoro soprattutto pensare agli autunni e gli inverni vissuti da ragazzo nel mio paese. Diversi da quelli attuali. I boschi si coloravano e diventavano luogo di passeggiate e di escursioni nella natura. Senza piste ciclabili.  Motivo di contatto con il selvatico e il rustico. Gli inverni bianchi di nevicate erano magia e gioia, questo finche' non fai la patente. Il centro del paese era vivace e pulsava di vita e fino all'imbrunire le luci delle botteghe e dei negozi davano ancora calore e la gente transitava fino alla chiusura per le ultime commissioni, tra chiacchiere e incontri inaspettati. I bar erano l'ultimo avamposto dove raccogliersi anche dopo cena, prima che Cunardo si mettesse a dormire. Ma i miei ricordi piu' suggestivi vanno alle domeniche di

IL ''VALECC''.


Prefazione.
Da che c'e la Vecchia Cunardo, spesso,  la sera, quando rientro dal lavoro, ho difficolta' a trovare parcheggio adiacente il Parco Giroldi, in Piazza IV Novembre. All'inizio sbotto...poi Cristo un po'...ma felice e volentieri transito fino al parcheggio della Forestale o alle scuole. Mai parcheggerei di fronte al Monumento dei caduti o in Piazza IV Novembre. Ci sono i cartelli. E' un genetico rispetto per il mio paese per i suoi simboli e per coloro che hanno sacrificato il loro futuro per valori, effettivamente, oggi

RITORNO A NOSAVALLE.


Sono stato un ragazzino Cunardese fortunato. Sono cresciuto senza PS, senza videogiochi e senza cedere alla pigrizia dettata dai conforts casalinghi. Tutto ciò ha accuito la mia voglia di scoprire, di esplorare, di conoscere e fantasticare in prima persona. E non virtualmente. Il Pc mi ha fatto paura fino al 2003. Mi conosco. Sapevo che se lo avessi incrociato mi avrebbe coinvolto e dopo avermi fatto credere di averlo domato, si sarebbe divertito a muovere i miei fili. Sono stato fortunato che in classe con me nelle medie ho incontrato un Virgilio che mi ha introdotto nel magico mondo di Nosavalle. (Nösavall ...la valle dei Noci..) Quanti ormai sanno cosa e'?... E dove é? Forse neppure 100 cunardesi. Villaggio Milano o Quartiere Milano. Zona residenziale e di Vips del paese, anni 60. Dallara e

QUANDO CUNARDO AVEVA UN DERBY.

Forse lo ricordano in pochissimi ma ci fu un periodo in cui Cunardo visse la rivalita' di due societa' calcistiche sorte da una scissione del FC Cunardo nel principio degli anni 80. L'FC Cunardo fu fondato nel 1974, sulla scia del Mondiale appena concluso, calamitando la passione di strada di decine di Cunardesi, che trovarono sbocco alla loro adrenalina sportiva, aderendo alla prima societa' affiliata alla FIGC. Presidente, il Cuche. Il Giuseppe, il papa' di Massimo e Mario Adreani. Non essendoci impianti

martedì 24 aprile 2018

LADRI DI FRUTTA E...DI ''PAPPACIUCCA''.


Lo so, non e' una prerogativa necessariamente di un Cunardese Doc. Ma era una obbligata tappa di una generazione Cunardese, che non craccava giochi o scaricava film piratati, emuli della banda bassotti, per credersi trasgressivi. Conoscevamo a memoria ogni tipo di albero da frutto e dove andare a fornirci secondo la stagione e la pericolosita'. Mele, pere, uva, pannocchie, prugne albicocche e ciliegie. Ho zanzato di tutto. Ci si addestrava a saltare dall'albero e sparire tra l'erba alta, in due balzi,altro che Isis, La nostra testa era un Tom Tom con la cartina di tutti i possibili bersagli arboricoli nel circondario.

I RICORDI E I MOMENTI SPENSIERATI, TRASCORSI IN ''TENDA''...

Non e' la tenda da campeggio..Quella per tutta la famiglia. Quelle che facevano concorrenza alle roulotte degli anni 70  per chi sceglieva un'autonomia famigliare anche in vacanza...Si..non quelle tende che simboleggiarono per molte famiglie le prime vacanze estive ''obbligate'' degli Italiani..Ma neppure la  tenda due posti ''Canadese'', dei primi slanci alla scoperta del mondo, di chi seguiva la corrente Hippie alla ricerca di se stesso, di filosofie esotiche o di liberta' posticcie e condite da psichedeliche visioni. La ''Tenda'' a Cunardo e' quella zona, frazione del Punt Niv, che costeggia il Margorabbia e si raggiunge deviando il passo a sinistra, prima di entrare nel territorio dello Sci Club, lasciandosi la '' Baita'' in alto, alla propria destra. Passato il territorio degli Scapinello, e raggiunto il traliccio dell'Enel,

2016 - ''ADDIO GUERRIERO'' - Scomparsa di un amico.

Addio Giò...
E adesso...? Adesso nessuno mi chiamera' piu' Whisky.  Ti ricordi Gio'. Fosti tu a darmi quel nomignolo. Nessuno ha mai saputo perche'. Pero' diventai  "il Whisky". Ricordi ?
Era la cena di Natale..la festeggiammo a Mondonico. Io ero al mio primo anno di prima squadra. Avevo 17 anni.  Alla fine della cena, sul tavolo comparvero bottiglie di superalcolici. Io ne imboscai una di Whisky e con il Teo ci nascondemmo nel suo Mini Minor marrone. Il tempo passava e tutti ci cercavano. Noi sbucammo dal sentiero e io avevo in mano la bottiglia vuota. Tu lo notasti subito e dicesti....Te capi' il Whisky?...E d al giorno dopo diventai " il Whisky " per tutti, nell'ambito della squadra. E cosi' sarebbe stato per gli anni a

2022 - CIAO GIULI....SALUTAMI LA ROSI...😔🥲💔🥲


Ciao Giuli...Voglio pensarti così. Con questa foto. Voglio avere di te per sempre, quell'immagine in mente di come ti ho sempre ricordato negli anni anche se ci eravamo persi di vista.....Nel tuo cortiletto...Circondata da bambini. Mentre passavamo infiniti pomeriggi a giocare a biglie. Quei giorni che tu oltre che l'unica ''bambina'', anche se eri molto piu' grande, eri come se fossi la nostra baby sitter. Eri un maschiaccio. Stavi bene in mezzo a tutti noi ranocchietti casinisti che riempivamo il tuo cortile ogni pomeriggio. Un piccolo pezzetto di terra rubato ai sassi del selciato, ogni giorno diventava un

(...a Gabriele Parini...) CIAO, PROF PARINI....GRAZIE GRAZIE GRAZIE.....

 

Ciao Prof...Ora mi permetto di darti del Tu. Ora, dall'alto dei miei anni, mi rivolgo a te come mio ex insegnante di scuola, soprattutto...e non come ex sindaco di Cunardo ed in seguito di Rancio..Perchè è come insegnante che Noi ti abbiamo conosciuto. Noi, non è valenza di plurale majestatis, ma come voce di tanti alunni che ancora oggi e negli anni seguenti alla nostra uscita dalle scuole medie hanno continuato a nominarti, a parlare con elogio di Te e di ciò che ci hai trasmesso e ci hai lasciato...Un

lunedì 23 aprile 2018

''SU AL CAMPO'' - Calcio Amarcord 1975/2020 -



        RICORDI, EPISODI E PERSONAGGI, DI POMERIGGI AD INSEGUIRE UN PALLONE.
                                             (Ampliato, riveduto e corretto-30.07.2020)
PROLOGO:
Cunardo. Fine anni 60, inizio anni 70...
E' un paesello ancora rustico, ma compatto e attaccato alle tradizioni, quello che fa da sfondo al racconto che vado a narrare. Un piccolo borgo di Provincia senza alcun impianto ricreativo, nè opportunita' di associazione, se non un ''Parco Giochi'' e un cinema dell'Oratorio che proiettava seconde e terze visioni, con scadenza Domenicale. Per le femminucce, in alternativa, per passare il tempo, c'erano le suore dell'Asilo...Fino ad allora, a Cunardo, codesti, erano gli unici luoghi di ritrovo che avevano i fanciulli. Era ancora una generazione che si arrangiava in modo autoctono per svagarsi, senza addurre colpe o responsabilità, anche perche' nessuno aveva possibilita' di confronti con realta' diverse. O forse semplicemente, nessuno aveva mai saputo dell'esistenza di altre possibilita'...Le Tv e Internet  non avevano preso ancora possesso della nostra vita..Si prediligevano ancora i contatti fisici..Non