mercoledì 25 aprile 2018

IL PALIO DEI RIONI.


La totale mancanza di punti ricreativi fino ai primi anni 80, se si eccettua il parco giochi,  fu sicuramente uno stimolo all'improvvisazione. La mia generazione creava dal nulla alternative di balocco, senza accampare responsabilita' ad organi amministrativi. Ci si arrangiava insomma. Non per questo ci sentivamo annoiati  o motivati a condannare il mondo, per la nostra poca voglia di sbatterci. Poi. Con la ristrutturazione del campo sportivo dell'oratorio...avvenuta nel 1976, la fame che ci aveva attanagliato per anni fu colmata e abbondantemente.
Il campo sportivo, dietro la parrocchia, nella sua prima edizione ristrutturata,  per chi non lo sapesse..era occupato per un terzo da un campo di basket/pallavolo, perfettamente agibile. Asfaltato di nuovo, con le righe per entrambe le discipline, tabelloni immacolati e buchi per la rete di pallavolo.  Era situato proprio all'attuale entrata del campo sportivo. Duro' poco piu' di 4 anni.

 Inutilizzato, se non per qualche rimbalzo sotto i tabelloni, fu in seguito sradicato dal suolo per dare al campo l'immagine attuale che resiste da 40 anni ormai. La novita', come ho detto, colmo' la fame di molti e fu da iniziativa ad alternative di ricreazione, altrimenti non  possibili da attuare. Qualche torneo, la creazione dei Tencitt  di Cunardo, prima squadra CSI. Allenatore il recente compianto ''Gnusso'' Giordano Nicola. Buon viaggio Giordan...Ma poi, un mattino, Cunardo si risveglia diviso in otto sezioni geografiche. E' il 1979. Prima nessuno lo aveva mai saputo. Neppure io cazzarola. Si decide una competizione calcistica tra queste otto localita' e magia nasce il primo palio dei Rioni. Le Torri,  i Runchitt,  il Castelvecchio, il  Sass  Murun,  il Punt Niv, la Filanda,  Il Pozzo e il Rai, quindi, si ritrovano da un giorno all'altro rivali e astiose, per un paio di settimane buone. Io gongolavo, la mia nonna Veronica mi diceva ''quello che non strozza ingrassa'' e io di pallone non mi sono mai strozzato, neanche ingrassato a dire la verita'. Avevo 16 anni, giocavo la mattina negli allievi, il pomeriggio saltuariamente in prima squadra, la sera se non c'erano tornei, o in strada o Su al campo.Vuoi che mi preoccupasse giocare tre partite in una serata? Mica come oggi che se un bimbominchia gioca la mattina e gli dici...'' Oggi sei con la prima squadra " ti dice....E ma Mister, sono stanco, ho gia' giocato stamattina."   'Nde' ciapa' i ratt...barlafusi''. Fu quasi un torneo da avanscoperta. Un tracciante per prendere la mira insomma. Un torneo per poter saggiare la partecipazione e l'impatto che una simile iniziativa potesse creare negli assopiti bioritmi atletici dei Cunardesi. Fu un boom...Con la B maiuscola. Lasciamo stare l'organizzazione spartana della prima edizione, era una prima versione Beta dopotutto. Lasciamo stare i primi infortuni che si registrarono vista la disparita' di eta,' coordinazione e freschezza atletica dei partecipanti e un certo esagerato agonismo. Lasciamo stare la mancanza di un organo arbitrale specializzato ed al di sopra delle parti, che arrivera' nelle successive edizioni...Quell'anno a Cunardo ci si riscopri' attaccati al proprio rione e ambiziosi di primeggiare nell'ambito della comunita Cunardese, attraverso lo sport. A modo suo un attaccamento si puo' interpretare come un attaccamento al proprio territorio al punto di essere i migliori. Fu un edizione folkloristica. Le personalita' piu' disparate si ritagliarono, per una breve parentesi un attimo di passerella. Dal Marcell...sacrista, al Gigetto farmacista...fino a finire col don Lodovico, che per qualche minuto, si arrotolo' la socca e messi i calzoni nelle calzette, si esibi' al pubblico ludibrio dei propri parrocchiani, concedendosi il piacere di sollevare polvere all'inseguimento di una sfera di cuoio. Tutto era cosi' figo. Io ero un Runchitt. La mia maglietta era bianca con la scritta Runchitt rossa all'altezza del cuore. Era scritta a mano, perche' il nostro capo rione era il Dino Vigezzi che lavorava presso lo Studio d'Arte. La tribu' dei Vigezzi era il cuore del nostro rione. Sinceramente eravamo un po' scarsi come materiale umano. Il nostro rione era vasto ma poco produttivo di materia prima papabile per le varie discipline da affrontare. Ma cio' non toglie che mi sono sempre divertito un casino anche nelle successive edizioni. Pur non avendo mai vinto nulla, abbiamo sempre venduta cara la pelle. Il torneo lo vinse il Pozzo, che scolpi' nella pietra per primo, il proprio nome nell'albo d'oro. Il Pozzo era il rione per estensione piu' piccolo, ma il piu' fornito di fauna calcistica in assoluto. Dal Titti Giroldi, al Giuan Fiorista, al trio Ciammaricone, al Lucianino De Donatis, a Ua' Ua' e suo fratello Checo e via discorrendo, sembrava che tutti quelli tesserati o con un trascorso pedatorio sopra le righe, avessero deciso di abitare li' anni prima, per vincere il torneo. Ogni rione aveva i suoi alfieri pero'. La Filanda aveva i fratelli Mandelli,  Alberto e Cioci, oltre al Claudio Gisa Pigato, l'Oscar Fiorenza, il Loris Prestin, l'Alberico, il Ghengi e vai col tango. Le Torri la banda Bossi, col Nini e il Beppe,  il Mimmo e il Gino Marchioretto, Il Rai i fratelli Massimo e Mariolino figli del Cuche e della Mirella, il Tato, Pierin Pieron..il Chicco Cappellini e il Lupo Malagoni..ecci' ecci'.... Il sass Murun, il clan Callegher, Silvio Gelba Padovani, il Gnusso e il Fabrizio geometra Nicola. Il Castelvecc i due milanesi terribili Massimo e Gianluca - Pibe - Pellini , il Pierino, Giamma Giamma in porta, Il Punt Niv, la tribu' Scapinello, il Sabo, il biund Marco Martinoli, il grande Folco. Noi, ci basavamo sulla folta rappresentanza della stirpe Vigezzi, col Dino e i suoi fratelli e rispettive consorti..Sul mio amico fraterno Pac, sul Piccariello Raffaele oltre che sul Franchino Andina e cigliegina sulla torta il Gemolo. (Ci vorrebbe un'enciclopedia a parte per narrare sul Gemolo.  Altra figura che lascio' una traccia a Cunardo, a modo suo indimenticabile. A lui si deve la mitica panchina dei Barboni che avrebbe dovuto essere circondata da catenella e fatta monumento civico....Tze') Scusatemi tutti. Tutti quelli che non ho ricordato. Ma sono passati circa 40 anni, mica pizza e fichi.  L'anno successivo, visto il successo riportato, si decide per un'edizione piu' completa e ben organizzata. Al campo di basket viene consegnata istanza di sfratto, vengono issati i pali per l'illuminazione e finalmente le partite assumeranno l'inconfondibile sapore delle serate di coppa. Giustamente si pensa di coinvolgere il maggior numero di Cunardesi possibili e quindi di arricchire il contesto delle discipline. Quindi..non piu' solo calcio. Arrivo', la pallavolo. Arrivo' il circuito di ciclismo con cronoscalata finale. Arrivo' la pesca, il tiro a volo presso il compianto complesso del tiro a piattello. Arrivo' lo sci presso il complesso del ponte nativo e le bocce presso il grotto della Rosetta e del Tino e i giochi di carte e i giochi per bambini e per le donne, presso il parco giochi o delle Rimembranze. Cunardo era coinvolta. Totalmente coinvolta. Cunardo paese, si desertificava per riaccumunarsi nei luoghi dove le discipline venivano svolte. La cosa piu' incredibile, eravamo tutti Cunardesi, con concessione straordinaria a villeggianti di lunga data. Ogni rione aveva i suoi leader e i suoi trascinatori. Mi piacerebbe elencare decine di persone che ci hanno lasciato, che hanno fatto la storia del palio, ma non mi fermerei piu' e farei torto a molti. Dal mitico Folco all'Otello, dal Pierin Pieron al Gemolo, dal Gino al Gio' ecc. ecc.....Valgono per tutti, per abbracciare quell'eterogenia di persone che rappresentavano la Cunardo quotidiana. Il palio fu anche fautore di amicizie distrutte, di asti portati avanti nel tempo, di litigi verbali e spesso sedati prima che raggiungessero conseguenze piu' drastiche. Furono questi i motivi che portarono alla sopressione dopo solo 4 edizioni della manifestazione.  Era il 1983. Maggio. Ero a naia. Nell'unica lettera che mio padre mi scrisse in tutta la sua vita, mi disse, sapendo quanto per me il Palio fosse importante." Vai tranquillo, da quest anno il Palio non lo fanno piu'."  Le blande edizioni fine anni 80 con il calcio in castigo, perche' ritenuto troppo pericoloso e fautore di litigi, videro poca partecipazione. Diciamocelo chiaro e tondo. Il Palio fini' quando fini' il torneo di calcio. Dopotutto, due sono le cose che tirano a sto mondo....E una e' il calcio. Negli ultimi anni c'e' stata una riproprosizione della manifestazione. Per ovviare alla carenza di materiale umano e di partecipazione e' stata apportata una riduzione dei Rioni da 8 a 6, con fusioni tra Rioni e in qualche caso anche con modifiche inaccettabili ai confini storici. Io sinceramente, la ho snobbata, soprattutto perche' io dentro resto Runchitt. Forse perche' le discipline secondo me dovrebbero essere prettamente di squadra e non singole o di coppia, per poter dare la possibilita' a molte piu' persone di partecipare. In ogni caso un plauso a chi ha voluto riproporre la manifestazione. Clap Clap Clap...Ma i fasti, il coinvolgimento, la partecipazione e lo spirito rionale delle prime edizioni, saranno impossibili da ripetere. Ricordare tutti gli episodi di quei 4 anni e impossibile anche perche' io posso parlare solo del mio orticello. Sarebbe un divertente complemento, se qualcuno che li ha vissuti o li ricorda potesse aggiungere ricordi, personaggi o esperienze, in proposito al proprio rione o alla propria partecipazione. Ciao ciao.

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