venerdì 27 agosto 2021

LA BOTTEGA DEL ''BONORA'' - L' ULTIMO AVAMPOSTO DEL PAESE PRIMA DELLA SCUOLA. - CIAO GIANCARLO.



Era la Cunardo delle botteghe..La Cunardo che quando uscivi a fare spesa socializzavi..Ti raccontavi...Un formicaio impazzito che ogni mattina disegnava in centro paese arabeschi colorati di voci, di colori...Non era la Cunardo dei centriacquisti, che dove vai, compri tutto e te ne vai...Si usciva per incontrare, per ''spettegolare'' per evadere...Per sentirsi parte di un contesto paesano piu' intimo e confidenziale..I mariti al lavoro..Le mogli a casa a badare al focolare e ai figli...Dio. Molto primitivo come concetto..Ma era cosi'. Nel Cantun Merda ci si gestiva e l'acquisto dei generi di prima necessita' si distribuiva equamente per non fare torti e per essere considerati clienti ovunque nel paese... La filosofia della Clara era...''Bisogna accontentare tutti...''. Io, come tanti, avevo galline, papere e conigli, che regolarmente, quando scarseggiavano, il Consorzio dell'Enrico Spozio, a scadenze regolari riforniva. E si ripartiva da zero...L'arrivo dei pulcini era una gioia immensa.., ma dopo due giorni erano gia'

QUANDO A CUNARDO SI GIOCAVA IN STRADA...

 

Lo spunto me lo ha dato il Nussbaumer..Le sue foto della Piazza IV Novembre...Anni prima denominata Piazza Vittorio Veneto...Le foto di quel monumento, ormai dissacrato quotidianamente e ricordato in maniera ipocrita, per due scadenze imposte e celebrate ogni anno. Quel monumento che fino a una ventina di anni fa era riverito con immedesimazione dai nostri vecchi..Da coloro che la guerra la hanno vissuta e ancora versavano lacrime alle rimembranze solenni, al pensiero di una giovinezza sprecata, tanti anni prima, lontani da casa..Un sacrificio che non e' stato interpretato con il dovuto spessore, ne tramandato da generazione a generazione sin dai figli. Quel monumento sito nella zona che una volta era il cuore del paese. Quella zona che pullulava di vita. Quella zona abitata e vociante. Ricca di botteghe e di luci brillanti nei mesi autunnali e invernali..Quella zona dove il San

QUANDO C'ERA LA CERAMICA CORONETTI - '' La FIAT di Cunardo''

(Segue come completamento sull'argomento, per gentile concessione di Stefano e Marika Vigezzi.. STORIA DELLO STUDIO D'ARTE. Scritto da Dino Vigezzi nel 2011.)


Questo ricordo e' basato sulle mie esperienze di ragazzino che non ha mai lavorato per l'azienda Coronetti. La narrazione e' un insieme di immagini della mia mente che si rifa' a quasi 50 anni addietro. Cio' che racconto e' cio' che ha rappresentato per me la Coronetti da profano..Gli episodi, le precisazioni e le realta' interne alla ditta sono frutto di aiutini di coloro che la hanno vissuta in prima persona...e che ringrazio sentitamente...
Questa volta...Diversamente dagli altri racconti...Ogni commento aggiunto alla fine, proveniente da testimonianze dirette di chi alla ''Coronetti'' vi abbia lavorato, o abbia vissuto direttamente l'argomento, sara' incluso con la dovuta citazione per chi lo ha riportato, anche nel mio libro/blog ''Nato nel Cantun Merda'' affinche' la lettura del post abbia una maggior completezza e veridicita', poiche' l'argomento

IL VILLAGGIO MILANO...LA CUNARDO DEI VIP...o..''LA CUNARDO DA BERE, ANNI 60''...

 Questo post non ha foto. Per cui...O lo leggete o lasciate perdere..Questo non e' un racconto di ricordi che finira' nel mio libro Blog..O forse, magari anche Si.  Dipendera' dagli interventi...Questo post e' la richiesta, agli ultimi veri Cunardesi, quelli piu' attempati di me, quelli con buona memoria, di raccontare ''davvero'', in modo definitivo ed esaustivo..quella che e' realta' e quella che e' leggenda sul quartiere che e' chiamato il ''Villaggio Milano''...o ''Quartiere Milano''...In pratica, la prima zona residenziale di Cunardo...Quella in cui erano concentrati i Vip, o i paciaaria famosi. O quei cui dane'. Quelli che scelsero Cunardo come seconda residenza, in coincidenza col boom economico e anche se di transito, alimentarono leggende per la loro presenza...Ricordo che da ''piccolo'', battendo la strada che

CUNARDO..TERRA DI PARRUCCHIERI....DI SANTI E DI EROI...

I Santi e gli Eroi ditemeli  Voi...Io vi dico dei Parrucchieri...Lontani i tempi della Lauretta...della Mara..della Miriam e della Fedrigo..della Cappellini ecci' ecci'....Due anni fa, in quel di Grantola, quando mi presentai rasato al lavoro come ormai consuetudine da anni, prima che la mia meta' mi dicesse che con i capelli sono piu' dolce e piu' giovine..(vanitas docet)..davanti alla macchinina del caffe', raccontai che Cunardo ha sempre avuto una bella scelta di coiffeurs..(7 in quel periodo...) Un mio collega mi dice..7 parrucchieri in un paese di manco 3000 anime?...Noi ne abbiamo uno..e Molti vanno a Mesenzana..''Ok..'' dissi Io ''Ma voi a Grantola avete il Cinema..Noi no. Datemi il Cinema e Noi vi diamo 3 anche 4 parrucchieri...''...Scherzo naturalmente. Gia' da piccolo, quando ancora l'unisex non era contemplato, Cunardo pullulava di parrucchieri...Almeno 5 li ricordo..Il Nan su tutti...era un

LA SAGA DEL BAR TRE VALLI: 16 LUGLIO 2022 - FINE DI UN EPOCA CUNARDESE.


Questo racconto e' stato scritto in funzione della cessione della proprietà del Bar tre Valli nel Luglio del 2022. Un racconto precedente che raccontava ciò che ha rappresentato per Cunardo per 70 anni circa era già stato narrato nel capitolo dedicato alla Cunardo dei Bar - (Parte due.) Cercatelo. 

Fu intorno al primo decennio del 2000, o forse suppergiù che il ''Gianni del Bar'' mi disse in un attimo di quiete dalla clientela: ''Sai Graziano, credo che tu sia il cliente che nella storia del Bar Tre Valli ci ha passato più tempo''. Possibile. Credo che potesse avere ragione. Quando a Cunardo non c'era nulla che stimolasse un aggregazione sociale, i bar erano gli unici posti di ritrovo. Erano dei luoghi famigliari, delle vere palestre di vita, quasi degli oratori per adulti, fonti di continue esperienze e di confronti.

L'INAUGURAZIONE DEL VILLAGGIO AVIS E I PACIAARIA.

Era un appuntamento significativo, che dava il via alla stagione estiva e all'arrivo dei villeggianti. Come chirichetto e come figlio del Bepi, portabandiera e segretario dei Combattenti e Reduci di Cunardo, (passava il tempo piu' a funerali con la bandiera, che a casa...) ne ho viste varie. Di solito alla domenica di inaugurazione, la messa si teneva nel bellissimo complesso turistico che accoglieva i soci della sezione donatori del sangue. Quasi sempre era officiata da un prevosto dell'associazione. Rappresentanti di tutti gli enti e corpi militari della zona, presenziavano con stendardi, gonfaloni e bandiere. Sulla provinciale, passato il benzinaio, passata la vecchia centrale del gas, ( Chi se la ricordava piu' quella.) dove ora sta il Tigros, passata la recinzione verde in legno, si svoltava a destra in