domenica 29 aprile 2018

LA FARMACIA DEL ''GIGETTO''


Nascere, crescere e vivere nel Cantun Merda era come soggiornare in una dependance del paese, dove avevi tutto..proprio tutto per la sopravvivenza...o quasi...Il Cantone si era creato una certa autonomia. ''Ciavevi'' la frutta e verdura del Mimmo e la Bruna, ''ciavevi'' l'alimentari, panetteria, focacceria, pizzetteria, del Giancarlo Bonora..Gia'il Giancarlo.... L'ultimo avamposto degli scolari che si avventuravano oltre la Piazza e combattevano la sindrome da abbandono per cinque ore, con una merenda ben oleata e salata di grosso, durante le ricreazioni scolastiche... ''Ciavevi'' la bottega di barbiere del Giacomino, il calzolaio del Rino e Tino ''bagatt'', la lavanderia della Isa e della Ivana, le Poste, la cartoleria della Bice, la macelleria del Figini...Se ti inoltravi gia' nei meandri del paese...oltre i confini della piazzetta della Pasticceria della Ginetta e l'Italico, ti si apriva un mondo di voci e sguardi meno famigliari ma non certo ostili...La ferramenta, la latteria..Il consorzio...La pasticceria e il tabacchi dei signori Martignoni, dove compravi le fragolone di zucchero o le caramelle Pip. Nel Cantun Merda c'erano pollai, orti e una certa autonomia economica...senza che tu dovessi inoltrarti oltre le Colonne d'Ercole del negozio del Meroni...Quello del Luigi e la Zaveria...Unica rivendita di merceria, stoffe, vestiti, scarpe...insomma, cerniere, bottoni, e cotillons, del paese. Sempre che tu non volessi fare lo sborone...quello che ''strafava'' e recarti dal Vergani a Ghirla. E allora dovevi prendere la corriera per andarci...Oppure anche a piedi, se non pioveva e magari trovavi compagni di viaggio e pellegrinaggio...Manco fosse il percorso di Santiago di Compostela..Il bivio del Meroni, con l'ex stabile della filanda Adreani, negli anni a seguire gli 80, era ben demarcato dalla panchina dei ''Barboni'', dava la sensazione a noi del Cantun, di varcare confini poco salubri...Mi sentivo un elastico attaccato al culo quando mi spingevo oltre. Mi azzardavo da ragazzino solo per il gelato artigianale del Gianni del Bar..nelle sere d'estate, quando la scuola chiudeva tre mesi.. Una volta li', guardavi i confini del paese stazionando sulla Provinciale...e a perdita d'occhio, in un garbuglio infinito di verde, immaginavi Ghirla dietro la curva del Maccalle' seguendo il corso del Margorabbia...Quel senso di lontano da casa...mi intimidiva, ma poi nelle vivinanze scoprii il Parco. Il Parco Giochi delle rimembranze e allora fu un viaggio senza ritorno che si ripete' per anni nel quotidiano. Forse c'era solo il timore di scoprire che il paese oltre il Cantun Merda, non era solo una circoscrizione..Avevamo tutto ho detto...Ma...''E se nel Cantun Merda ci si ammalava?'' Si vabbe'..C'era il dottor Cerutti...Il Luigi. Prima ancora il Gervasini...Ti visitava anche a casa il ''Luis''...prima dell'apertura dell'ambulatorio. Un ambulatorio dove le persone senza numerino salivano due piani di scale e si ammassavano aspettando interminabili mattinate il proprio turno.. Ma per le piccole cose?..Ecco. A noi nel Cantun Merda mancava la Farmacia. Anzi.. ''Il Gigetto''.. Perche' a Cunardo fino a ''pochi'' anni addietro, la Farmacia non c'era..O per lo meno non quella dei canoni attuali...C'era: ''il Gigetto!!'' ...Quando ci si doveva arrabattare per curare un qualsiasi malanno ci si affidava al Gigetto...Non dicevi...''Esco..vado in Farmacia''...Dicevi...''Esco..Devo andare dal Gigetto''. A casa mia, mamma Clara, nel bello di qualche trasmissione in TV pre-cena, (Direte voi...che palle..ma sempre? Tutte le sere?...Si tutte le sere!!)..usciva con l'illuminazione scassa balle...''E' finito l'Amaro Medicinale Giuliani per il to' Pa'...Oppure ...Sono finite le ostie per il carbone..(semper per il to' Pà)...''Vai dal Gigetto, prima che torna a casa''...Si, perche' le cure da Medecine Show fondamentali in quegli anni erano, i Cache'.... I Cache', stop! Mica i vari Moments a seconda del tipo di mal di testa e sega mentale... la Manite, La Belladonna, il Rim, il Digestivo Antonetto, il confetto Falqui, il Termogene per gli strappi, la tintura di Iodio, le fave di Fuca...La dolce Euchessina era gia' troppo avanti coi tempi. Ma soprattutto..l'Amaro Medicinale Giuliani. A cosa servisse non lo ho mai capito. So solo che il Bepi rischiava l'astinenza se il flacone nella sua confezione color beige andato a male, era ormai ai minimi termini e quindi ogni sera dopo cena, gio' una gollata...Bah...Negli anni 70 la Farmacia....''Il Gigetto''...era situata subito dopo il negozio del Meroni, fianco al negozio di barbiere del Nan. il Davide Robustelli...il pa' del ''Robertino''. Si dai. In pratica la saracinesca marrone che anni a seguire diventera' il garage ricovero d'auto, sito sulla Via Sabotino omonima, di Pippo e Nunzio. Un piccolo locale. Unico locale direi, rispetto le farmacie attuali che sembrano degli ateliers. La porta d'entrata era interamente di vetro. Pesante da spingere per un bocia e innescava un campanello appeso, per avvertire l'arrivo di clienti. Drrrriiiiiinnnnn... L'ambiente era piccolo. Ma non avevo ancora il confronto con le farmacie attuali, per cui se c'era il necessario, mica mi importava dei metri quadri. Anzi...Raramente dal Gigetto tornavi perche' doveva ordinarti le cose. Quel poco che serviva come terapia da banco c'era sempre.. Nell'attesa, ricordo che facevo regolarmente la guerra con una enorme bilancia pesa persone a pedana, che voleva le dieci lire per dirmi di quanti Kili ero composto. Io ci provavo sempre...Fingevo di fare lo gnorri..aspettavo che la bilancia non mi notasse..Salivo all'improvviso a mo' di giaguaro.. Ma la lancetta si bloccava sempre dopo due o tre millimetri...Forse non mi contemplava...Effettivamente ero un gambo di sedano in quegli anni...Era situata proprio sulla destra appena entrati..sulla sinistra invece ricordo una sedia dove piu' di una volta ho visto il Gigetto provare la pressione a persone in la' con gli anni..Dietro il bancone, in alto sulla scafalatura in bella vista, c'erano grossi vasi di ceramica, distinti da scritte in tonalita' di blu' che ricordavano tanto un antico negozio di speziale. Sulla destra una vetrinetta con dentifrici, spazzolini, articoli di cura per la persona vari, di cui appropriarsi da soli e una moltitudine di pannolini in bella vista. Cartonati con la pubblicita' dei prodotti Scholl's e delle fasce elastiche Gibaud facevano bella mostra. Camice bianco, fare austero, rado di capelli, pizzetto e baffi...a volte con occhiali da intellettuale. Raramente ti guardava in faccia..Poco espansivo ma seriosamente professionale, il Gigetto incarnava la figura di colui che fa le veci del dottore per le magagne meno invasive e risolvibili in casa. Negli anni era diventato un istituzione. Io ci andavo sempre volentieri, perche' spesso il resto in spiccioli erano caramelle d'orzo, se poi eri un bocia anche piu' che gli spiccioli..Erano quadrate, in una carta trasparente, senza marca e senza una forma uguale per tutte...Coprivano i resti multipli di 10 lire..Il Gigetto mi pare abitasse sopra la farmacia con il padre...Dottor Michetti anche lui...In terza media, in occasione di una ricerca per Scienze, ebbi modo di visitare l'appartamento sopra l'esercizio. Un contatto scolastico ci fece ricevere dal dottor Michetti padre...L'oggetto della ricerca...La Tenia..Il verme solitario insomma...L'appartamento in cui fummo ricevuti ricordava l'antro di un alchimista..Manco fosse il Sancta Sanctorum del Doctor Strange..o di El Morisco. Una luce fioca..non ricordo se di candela... Colmo di libroni...Il dottor Michetti si premuro' di trasmetterci la sapienza sull'argomento in questione, scartabellando libri massicci con illustrazioni d'epoca e sicuramente accessibili a pochi..Il tutto in tre puntate serali dopo cena..Tutto cio' mi affascino'...La farmacia del Gigetto rimase attiva in via Sabotino fino al 1980 circa.. Il tempo necessario per ristrutturarla e nel 1982, Pippo e Nunzio, ne fecero la loro residenza abitativa per 34 anni, dedicando appunto all'uso di garage il vecchio esercizio. Gigetto intanto si era trasferito armi e bagagli in Via Leopardi...Sulla discesa, prima del ponte, un cancello sulla destra con un annesso vialetto lastricato interno, portava all'entrata della nuova Farmacia. Subito dopo il lavatoio.. ( C'era ancora, il lavatoio...in quegli anni.. ) Col tempo, divenne in effetti una Farmacia piu' al passo coi tempi. Perse un po' di quel non so che di paesano di rustico e di stregonesco... Assunse a parer mio, una parvenza gradualmente piu' sofisticata, piu' al passo con le pubblicita' propinate in TV, allargando sempre piu' la disponibilita' a nuovi prodotti, che si proponevano come nuove alternative a quei due o tre articoli di base di anni prima. In seguito si trasferi' poi sulla via Varesina, dove ora e' sito il ''Non solo borse''. Furono gli anni coincidenti con l'inizio dell'esodo commerciale di massa sulla Provinciale, in Piazzale Milano. Gli anni 90. La Banca, la Posta, il Primo Supermercato, gli ambulatori medici...Tutto cio' che c'era di piu' indispensabile insomma, si centralizzo' lontano del centro storico del paese e soprattutto dal Cantun Merda...Attualmente da qualche anno, la Farmacia e' sita nell'agglomerato di negozi, esercizi ed attivita' di vari fini, situato alla rotonda di fronte al Bar Tre Valli. Resta il fatto che per anni..''Il Gigetto'' ha rappresentato per tutti i Cunardesi il primo ricorso ad un Pronto Soccorso fatto in casa. Ancora oggi, a volte, se sono soprapensiero, nonostante gli anni trascorsi, quando passo davanti alla saracinesca in Via Sabotino e la vedo chiusa.. il primo pensiero che mi salta in mente e'...''Toh...Oggi il Gigetto e' chiuso. sara' giorno di riposo..''. Poi mi sveglio e torno nel presente..

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