Da bambino non ho mai avuto grandi possibilita'...La mia famiglia non aveva la macchina, ne il telefono..''Il superfluo'', come lo definiva il Bepi...non era contemplato. Tutte le grandi occasioni erano celebrate in casa. Natali, Pasque, Comunioni, Cresime... L'unica variante era rappresentata dalla presenza delle mie cugine e degli zii di Luino, che rendevano eccezionale l'avvenimento e quindi lo facevano inconsueto rispetto alla routine quotidiana. Il menu', anche in quelle occasioni, a parte un antipasto, due ravioli in brodo e una gallina meta' lessa e meta' arrosto, era quello di tutti i giorni. Non avevo mai pranzato al ristorante. La prima volta che andai a mangiare ''fuori'', mi sembro' una cosa da ricchi. Il Bepi disse...Stasera 'ndemm a mangia' alle ''Trote''... Urka..o meglio ''La pesca delle trote'' alias...Il Capuccetto Rosso. Mio papa' era molto amico del Rino Gaiga. ''La pesca delle trote'' era l'ultimo agglomerato umano abitato, insieme alla centrale elettrica, prima del rettilineo per Ghirla. Poi...il deserto..Un deserto verde, che attraversavi spesso per andare all'oasi del Lago di Ghirla...Da ragazzino ''la pesca delle trote'' era una tappa per il ghiacciolo o il gelato di ritorno, dal pomeriggio al lago, nei giorni di vacanza d'estate. La prima sera pero' che ebbi occasione di andarci fu speciale. Avro' avuto forse 10 anni. L'odore delle trote alla griglia arrivava gia' da lontano sulla provinciale. Seguivamo il Margorabbia in fila indiana io i miei genitori, la Rosi e la parentanza di Luino...Dopo il Maccalle' cominciai a sentire il primo vociare...E fumo...Fumo che si alzava sopra gli alberi che costeggiavano la riva...Svoltando sul ponticello, notai subito la grossa vasca all'interno del complesso e le persone che con lunghe canne di bambu' pazientemente attendevano che le trote abboccassero..Tutto sommato mi sembrava facile...Come al Luna Park quando vinci il pesce rosso tirando le palline nei barattoli di vetro..Qualcosa prima o poi lo vinci di sicuro. A scuola molti miei compagni avevano la passione della pesca..Anzi..Quasi tutti..Uno dei primi viaggi in pullman da solo, fu con Emilio. Andammo a Luino perche' doveva prendere i piombini e la lenza di nylon per la canna da pesca. A scuola gia' si parlava di lenze, di cucchiaini, di esche...La mia era una classe di fondisti e di pescatori...Solo io non praticavo ne una cosa ne l'altra...Era estate e i tavoli erano disposti all'esterno...Le griglie idem..Chi pescava in prima persona, portava il frutto del succeso, da cucinare e consumare immediatamente al gestore del locale..Chi non pescava si accontentava di gustare quello gia' predisposto per i clienti. L'odore di fritto era forte..si disperdeva nell'aria e faceva tanto tanto estate...Spesso gli ospiti del villaggio AVIS affollavano di sera l'esercizio del Gaiga... Era l'occasione per i Milanesi della pensione, di fare due passi, di mangiare del buon pesce e paciare-aria...anche se aria fritta.. Ricordo che con mia cugina Maristella stavamo appoggiati alla ringhiera delle vasche a guardare gli improvvisati pescatori che estraevano le trote, come Silvan i conigli dal cilindro...Vidi una trota galleggiante inebetita a pelo d'acqua...Tutto agitato la indicai col dito...''Guarda Guardaaa...Quella li' ha il coppino fuori dell'acqua''..Mary mi diede di gomito....''Ssssssst....non si dice coppinooo....'' Eravamo bimbi...Eravamo belli...Tutto ci emozionava e tutto ci sorprendeva..Ci ricordo ancora, tutti seduti al tavolo imbandito, davanti alle scale d'entrata del locale...Ricordo i piatti con il pesce servito...La grata sempre colma di trote a pochi passi, che continuava a grigliare...Dentro il locale ci entrai due anni dopo. Era il 1974. La Rosy fece il suo pranzo di matrimonio li'. Ormai era: Il Cappuccetto Rosso...La tavolata era immensa. Il pranzo non mi sembrava finisse mai. Ricordo che al piano inferiore c'era una piccola sala da ballo dove vidi scatenarsi mia zia Anna...La sorella di mia mamma. In la' con gli anni. Arrivava da Zurigo. Una vita tra crociere e locali di lusso...Mariti vari, ma sempre di una certa estrazione sociale..Per la Rosy era quasi un mito. In pista ci andavano tutti...Io ero 12enne. La febbre del sabato sera la avrei vissuta di li' a un po' di tempo. Intorno agli anni ottanta, quando il Bepi ando' in pensione, la sera dopo cena, era consuetudine sentirlo esortare mia mamma...''Sa femm?...Ta vet a cambiass? 'Ndemm fin dal Rino a mangia' il gela'.?'' E allora li vedevo sfilare, di li' a qualche momento, mentre ero seduto fuori del Bar Tre Valli...Scendevano dalla Forestale...seguivano la provinciale...Il Bepi davanti con le mani dietro la schiena...i sandali coi calzini alla tedesca..la solita camicia della domenica con le maniche corte, il pullover sulle spalle. La Clara dietro, ben pettinata, un cenno di rossetto, il suo golfino blu coi bottoni aperto sopra la camicetta bianca e le ciabattine della festa...Quando mi scorgeva boffonchiava al mi babbo....''Tel la'..Tel la', 'l to fiò''. Lui accennava un sorriso...come dire..Si Si...Lo ho visto. Li vedevo sparire all'orizzonte..senza fretta, adagio adagio...''Quater pass d'economia'' come li definiva il Bepi...Sapevo che andavano al Cappuccetto...Il tempo di un po' di fresco..di un gelato e riprendevano la via di casa...Fu cosi' ogni sera per parecchie estati. Con gli anni il Cappuccetto perse di rinomanza. Perse quel non so che di esclusivo. Si alternarono varie gestioni. Io ci tornai nei primi del Duemila...Il locale lo avevano rilevato dei Brasiliani... Le vasche dove si pescavano le trote erano state cementate per sfruttare lo spazio fuori nel cortilato. Una sera mi spacciarono della Guizza per Coca Cola....Un'altra sera ci ritrovammo in due per una pizza...in una sala vuota e silenziosa, con le pareti dipinte con colori vivaci, a voler richiamare un'atmosfera colorata e festosa..Bah. Parlavamo sottovoce..Come ad un funerale. Mi sentivo in imbarazzo. Erano di piu' gli inservienti dei clienti. Non ci ritornai piu'. L'ultimo tentativo di richiamo per risollevare il prestigio del locale risale forse a 10 anni fa. Il Lupo Cattivo... gioco' sul contrasto con ''Capuccetto Rosso''. Non fu una idea brillante...Si sa..la gente sceglie sempre i buoni...Ultimamente nel circostante sono albergate delle pecore...Spesso un intero gregge che un mattino alle 7 si riverso' in provinciale e invase il Maccalle'...Immaginatevi appena svegliati e trovarvi un gregge di pecore che da una curva della ciclabile, invade in massa la strada...Pensavo di essere in un film. Per qualche tempo la sera le vedevo sotto i pini riposare. Oggi sono stato a fare foto....e Gulp...una pecora mi osservava distesa dagli scalini del ristorante...Solo lei...Bah. Che il Lupo Cattivo stia sbranando le pecore ora che Capuccetto non c'e' piu'? La costruzione della ciclabile mi permette ultimamente di girargli intorno, seguendo il tragitto che conduce verso Ghirla...Quando lo scorgo, rallento...Sono a pochi metri di la' del fiume, proprio dove era situato il tavolo del mio primo approccio. Provo uno strano senso di nostalgia...Un brivido...Mi rivedo....Tanti anni addietro (47)..quando una semplice serata fuori era un evento speciale...Un evento straordinario...Anche se neppure eri uscito del tuo paese... Oggi evadi...Cerchi luoghi esotici...Etnici....Tunisia, Egitto, Maldive, villaggi vacanze in ogni dove...Perche' raccontare la semplicita' non ti fa figo...Perche' raccontare le cose a portata di mano sembrano cosi' patetiche da vergognarsi...Perche' viviamo il confronto con persone vuote e banali, che devono a tutti i costi vivere ogni cosa come una competizione..Io no. Chiunque mi proponga di tornare agli anni della mia giovinezza firmerei col sangue...Senza telefonini, senza computer, senza social, senza nulla....Come sono cresciuto...Senza nulla....Con quei pochi punti di riferimento saldi e indiscutibili...Con quelle poche eccezioni...Come una trota mangiata all'aperto..Fuori di casa tua..Per la prima volta..Quell'eccezione che resta pero' impressa per sempre nella tua vita.
domenica 2 giugno 2019
''LA PESCA DELLE TROTE'' - IL CAPPUCCETTO ROSSO
Da bambino non ho mai avuto grandi possibilita'...La mia famiglia non aveva la macchina, ne il telefono..''Il superfluo'', come lo definiva il Bepi...non era contemplato. Tutte le grandi occasioni erano celebrate in casa. Natali, Pasque, Comunioni, Cresime... L'unica variante era rappresentata dalla presenza delle mie cugine e degli zii di Luino, che rendevano eccezionale l'avvenimento e quindi lo facevano inconsueto rispetto alla routine quotidiana. Il menu', anche in quelle occasioni, a parte un antipasto, due ravioli in brodo e una gallina meta' lessa e meta' arrosto, era quello di tutti i giorni. Non avevo mai pranzato al ristorante. La prima volta che andai a mangiare ''fuori'', mi sembro' una cosa da ricchi. Il Bepi disse...Stasera 'ndemm a mangia' alle ''Trote''... Urka..o meglio ''La pesca delle trote'' alias...Il Capuccetto Rosso. Mio papa' era molto amico del Rino Gaiga. ''La pesca delle trote'' era l'ultimo agglomerato umano abitato, insieme alla centrale elettrica, prima del rettilineo per Ghirla. Poi...il deserto..Un deserto verde, che attraversavi spesso per andare all'oasi del Lago di Ghirla...Da ragazzino ''la pesca delle trote'' era una tappa per il ghiacciolo o il gelato di ritorno, dal pomeriggio al lago, nei giorni di vacanza d'estate. La prima sera pero' che ebbi occasione di andarci fu speciale. Avro' avuto forse 10 anni. L'odore delle trote alla griglia arrivava gia' da lontano sulla provinciale. Seguivamo il Margorabbia in fila indiana io i miei genitori, la Rosi e la parentanza di Luino...Dopo il Maccalle' cominciai a sentire il primo vociare...E fumo...Fumo che si alzava sopra gli alberi che costeggiavano la riva...Svoltando sul ponticello, notai subito la grossa vasca all'interno del complesso e le persone che con lunghe canne di bambu' pazientemente attendevano che le trote abboccassero..Tutto sommato mi sembrava facile...Come al Luna Park quando vinci il pesce rosso tirando le palline nei barattoli di vetro..Qualcosa prima o poi lo vinci di sicuro. A scuola molti miei compagni avevano la passione della pesca..Anzi..Quasi tutti..Uno dei primi viaggi in pullman da solo, fu con Emilio. Andammo a Luino perche' doveva prendere i piombini e la lenza di nylon per la canna da pesca. A scuola gia' si parlava di lenze, di cucchiaini, di esche...La mia era una classe di fondisti e di pescatori...Solo io non praticavo ne una cosa ne l'altra...Era estate e i tavoli erano disposti all'esterno...Le griglie idem..Chi pescava in prima persona, portava il frutto del succeso, da cucinare e consumare immediatamente al gestore del locale..Chi non pescava si accontentava di gustare quello gia' predisposto per i clienti. L'odore di fritto era forte..si disperdeva nell'aria e faceva tanto tanto estate...Spesso gli ospiti del villaggio AVIS affollavano di sera l'esercizio del Gaiga... Era l'occasione per i Milanesi della pensione, di fare due passi, di mangiare del buon pesce e paciare-aria...anche se aria fritta.. Ricordo che con mia cugina Maristella stavamo appoggiati alla ringhiera delle vasche a guardare gli improvvisati pescatori che estraevano le trote, come Silvan i conigli dal cilindro...Vidi una trota galleggiante inebetita a pelo d'acqua...Tutto agitato la indicai col dito...''Guarda Guardaaa...Quella li' ha il coppino fuori dell'acqua''..Mary mi diede di gomito....''Ssssssst....non si dice coppinooo....'' Eravamo bimbi...Eravamo belli...Tutto ci emozionava e tutto ci sorprendeva..Ci ricordo ancora, tutti seduti al tavolo imbandito, davanti alle scale d'entrata del locale...Ricordo i piatti con il pesce servito...La grata sempre colma di trote a pochi passi, che continuava a grigliare...Dentro il locale ci entrai due anni dopo. Era il 1974. La Rosy fece il suo pranzo di matrimonio li'. Ormai era: Il Cappuccetto Rosso...La tavolata era immensa. Il pranzo non mi sembrava finisse mai. Ricordo che al piano inferiore c'era una piccola sala da ballo dove vidi scatenarsi mia zia Anna...La sorella di mia mamma. In la' con gli anni. Arrivava da Zurigo. Una vita tra crociere e locali di lusso...Mariti vari, ma sempre di una certa estrazione sociale..Per la Rosy era quasi un mito. In pista ci andavano tutti...Io ero 12enne. La febbre del sabato sera la avrei vissuta di li' a un po' di tempo. Intorno agli anni ottanta, quando il Bepi ando' in pensione, la sera dopo cena, era consuetudine sentirlo esortare mia mamma...''Sa femm?...Ta vet a cambiass? 'Ndemm fin dal Rino a mangia' il gela'.?'' E allora li vedevo sfilare, di li' a qualche momento, mentre ero seduto fuori del Bar Tre Valli...Scendevano dalla Forestale...seguivano la provinciale...Il Bepi davanti con le mani dietro la schiena...i sandali coi calzini alla tedesca..la solita camicia della domenica con le maniche corte, il pullover sulle spalle. La Clara dietro, ben pettinata, un cenno di rossetto, il suo golfino blu coi bottoni aperto sopra la camicetta bianca e le ciabattine della festa...Quando mi scorgeva boffonchiava al mi babbo....''Tel la'..Tel la', 'l to fiò''. Lui accennava un sorriso...come dire..Si Si...Lo ho visto. Li vedevo sparire all'orizzonte..senza fretta, adagio adagio...''Quater pass d'economia'' come li definiva il Bepi...Sapevo che andavano al Cappuccetto...Il tempo di un po' di fresco..di un gelato e riprendevano la via di casa...Fu cosi' ogni sera per parecchie estati. Con gli anni il Cappuccetto perse di rinomanza. Perse quel non so che di esclusivo. Si alternarono varie gestioni. Io ci tornai nei primi del Duemila...Il locale lo avevano rilevato dei Brasiliani... Le vasche dove si pescavano le trote erano state cementate per sfruttare lo spazio fuori nel cortilato. Una sera mi spacciarono della Guizza per Coca Cola....Un'altra sera ci ritrovammo in due per una pizza...in una sala vuota e silenziosa, con le pareti dipinte con colori vivaci, a voler richiamare un'atmosfera colorata e festosa..Bah. Parlavamo sottovoce..Come ad un funerale. Mi sentivo in imbarazzo. Erano di piu' gli inservienti dei clienti. Non ci ritornai piu'. L'ultimo tentativo di richiamo per risollevare il prestigio del locale risale forse a 10 anni fa. Il Lupo Cattivo... gioco' sul contrasto con ''Capuccetto Rosso''. Non fu una idea brillante...Si sa..la gente sceglie sempre i buoni...Ultimamente nel circostante sono albergate delle pecore...Spesso un intero gregge che un mattino alle 7 si riverso' in provinciale e invase il Maccalle'...Immaginatevi appena svegliati e trovarvi un gregge di pecore che da una curva della ciclabile, invade in massa la strada...Pensavo di essere in un film. Per qualche tempo la sera le vedevo sotto i pini riposare. Oggi sono stato a fare foto....e Gulp...una pecora mi osservava distesa dagli scalini del ristorante...Solo lei...Bah. Che il Lupo Cattivo stia sbranando le pecore ora che Capuccetto non c'e' piu'? La costruzione della ciclabile mi permette ultimamente di girargli intorno, seguendo il tragitto che conduce verso Ghirla...Quando lo scorgo, rallento...Sono a pochi metri di la' del fiume, proprio dove era situato il tavolo del mio primo approccio. Provo uno strano senso di nostalgia...Un brivido...Mi rivedo....Tanti anni addietro (47)..quando una semplice serata fuori era un evento speciale...Un evento straordinario...Anche se neppure eri uscito del tuo paese... Oggi evadi...Cerchi luoghi esotici...Etnici....Tunisia, Egitto, Maldive, villaggi vacanze in ogni dove...Perche' raccontare la semplicita' non ti fa figo...Perche' raccontare le cose a portata di mano sembrano cosi' patetiche da vergognarsi...Perche' viviamo il confronto con persone vuote e banali, che devono a tutti i costi vivere ogni cosa come una competizione..Io no. Chiunque mi proponga di tornare agli anni della mia giovinezza firmerei col sangue...Senza telefonini, senza computer, senza social, senza nulla....Come sono cresciuto...Senza nulla....Con quei pochi punti di riferimento saldi e indiscutibili...Con quelle poche eccezioni...Come una trota mangiata all'aperto..Fuori di casa tua..Per la prima volta..Quell'eccezione che resta pero' impressa per sempre nella tua vita.
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