Prefazione:
La foto e' molto indicativa. Possiedo 4 Pc e uno smartphone. Questa è la foto di sfondo di tutti. Un modo di sentirmi appartenente al mio paese e portarlo ovunque. La Piazza IV Novembre con la sua vittoria alata e il San Martino per me sono il simbolo di Cunardo. Il monumento ai caduti un inno alla storia del paese e dei suoi protagonisti. Non va rispettato due volte all'anno. Va tutelato e imposto come simbolo storico del paese 365 giorni all'anno. Ci sono tante persone che mi hanno fermato per strada negli ultimi tempi...''Ma non scrivi più?...Non leggo più nulla sul gruppo...''...Scrivo. Certo che scrivo. Scrivo per me tutti i giorni. Per annotarmi le emozioni, i ricordi, le paure, i dubbi e le liste della spesa..... Poi arriva il tema che ti scatena la condivisione. Una foto spettacolare...colta al
Quando ero piccolo la Piazza IV Novembre era il centro pulsante dei dopocena, nelle estati di vacanza a casa da scuola. Era il centro di ritrovo dei bambini del paese. Passata la Piazza andando verso le scuole, ti addentravi nel Cantun Merda. Quindi io e la Piazza eravamo ''Culo e camicia.'' Oltretutto, in Piazza, la Rosi presso la Lavanderia della Isa, aveva trovato a 14 anni il suo primo impiego. La sera decine di bambini sciamavamo nei pressi del monumento fino a che faceva buio. Si giocava a rialzo, a prendersi, a nascondino...a mago libero. Lungo il perimetro della piazza c'erano tre grandi bellissime panchine di pietra bianche con lo schienale. Una era proprio sotto la scritta di Mussolini. Due invece erano posizionate dietro il monumento, proprio ai suoi lati, appoggiate ad un muro di cinta, davano la schiena all'attuale anfiteatro del parco Giroldi....ribattezzato oggi parco Monsignor Belli. Era un bellissimo, suggestivo e patrizio parco privato, che ho avuto la fortuna di godere più volte, essendo compagno di scuola, amico e coscritto di Michele. Su quelle panchine bianche ci abbiamo passato stravaccati, pomeriggi interi nei rari momenti di noia che non ci vedevano per boschi, al parco giochi o su al campo della chiesa.....Spesso nei dopocena o nei pomeriggi più calldi era facile trovare il Gigiò occuparne una. Seduto a gambe larghe, appoggiato coi polsi al suo curvo bastone...con la sua faccia rugosa, il suo mezzo toscano e il suo caratteristico cappellaccio a larghe tese. Osservava i bambini giocare vocianti e agitava il bastone farfugliando incazzoso quando qualche pallone finiva troppo vicino a lui, turbandone la placida sintonia col mondo conquistata con la vecchiaia. La piazza oltre all'eterna magnolia ancora oggi presente, ospitava a bordo della strada, allora a doppio senso, due grandi platani. (Dove ora ci sono le due improvvisate strutture di legno) In autunno le grosse foglie cadute dei platani formavano un tappeto di color marroncino per tutta la piazza, che in pochi giorni gli spazzini del paese facevano sparire. Ricordo che camminandoci in mezzo, le foglie mi arrivavano fin sopra la caviglia. Ricordo anche le battaglie pomeridiane a lanciarci le pigne della magnolia cadute in Piazza. E i parcheggi?...Si poteva parcheggiare in piazza. Non c'erano tutte le macchine in famiglia che ci sono oggi...Anzi..Poche donne guidavano. Parlando con Crì..in questi giorni e facendo un resoconto mentale, forse solo una o due delle mamme dei nostri coscritti guidavano...Poche famiglie addirittura avevano due macchine e pareggiavano i conti con quelle che non la avevano. I frontalieri andavano a lavorare insieme. anche in quattro e a volte alternando l'uso della propria auto una settimana per uno. C'erano 14 piazzuole disponibili contrassegnate. Davanti al monumento c'erano delle larghe strisce, poste orizzontali che invitavano al rispetto e al non parcheggio. Anche allora non sempre rispettate. Ricordo che in quegli anni a Cunardo c'erano ancora tanti reduci delle due guerre Mondiali. Mio papa' era il portabandiera, segretario della sezione Combattenti e Reduci nelle grandi occasioni. Ha portato la bandiera tricolore per decine di volte. Per commemorazioni, funerali di ex combattenti, festività, presenze ufficiali quali l'apertura della stagione AVIS o arrivi di vescovi e personalità varie. La Bandiera tricolore quando era a riposo era riposta in un angolo della sua camera da letto, ''arrotolata'' accuratamente e appoggiata all'armadio. Ricordo ancora il suo rammarico quando certi giorni tornava a casa e diceva....''han metù ammò i machinn devant del monument...'' (han parcheggiato di nuovo davanti al Monumento)....Era uno sfregio per loro che han perso la giovinezza sui vari fronti delle guerre, ma a differenza, tutto sommato, son potuti tornare a casa. Oppure ricordo quando dopo qualche celebrazione solenne, sempre a mia mamma, riferendosi a qualche caro amico combattente Cunardese....'' anca i'ncò la fai la sò piangiuda...''....( anche oggi e' scoppiato a piangere...) L'emozione di certi momenti era rimasta intatta. Incancellabile. Bastavano nomi su un monumento, canzoni e musiche celebrative per scatenare i ricordi più amari. Per quello per me il monumento è il simbolo del mio paese. Per quello io non ci metterò mai la macchina davanti. E neppure in piazza. Per quello mi viene il vomito quando vedo il menefreghismo galoppante che ormai ha preso piede. Quando vedo auto sfrontatamente lasciate di fronte al simbolo del paese nonostante i cartelli. Son 40 anni che parcheggio in strada. Perchè non ho mai avuto un posto macchina. Ho parcheggiato in Piazza finchè era permesso. Ora non si può. E non la lascerò mai dove un cartello dice che è vietato. E come me, ho constatato che nessun altro vero Cunardese trasgredisce. Io sono nato a Cunardo. Sulla mia carta di identità ce' l'appartenenza innata a questo paese e ciò implica il rispetto per i suoi caduti e la sua storia. Questi ricordi sono indice che un vissuto e una storia ce la ho anche io. Peccato per chi una storia non ce la ha perchè quella Piazza meriterebbe molto di più.


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