venerdì 27 novembre 2020
LA BREVE ''VITA'' DEL CAMPO DI VIA ROSSINI.
Ho giocato a pallone in strada per anni e anni...Da che un pallone catturo' la mia attenzione...Appartengo con orgoglio alla generazione dei giochi in strada...Ho giocato per le vie e i cortili, quando fortunatamente non passavano quasi mai macchine, in un centro del paese a doppia circolazione......Ho giocato sotto la scritta di Mussolini di Via Marconi, con un Super tele, dalle 13 alle 19 e dalle 20 alle 22 come mi sembrasse il San Siro, fino a che potei cominciare a far parte di una squadra vera....e anche dopo......Ho giocato sui balconi, per cortili e corti, per prati e spazi improvvisati e su terreni con ogni sorta di pendenze e di fondo...Ho camminato per km, andata e ritorno, per incontrare squadre dei paesi limitrofi....Bedero, Ganna, Cadegliano, Grantola...senza doccia e senza Gatorade...Parlo per me e tutti quelli della mia generazione Cunardese...Con palloni di gomma dura, di cuoio stile Inglese..o di cuoio di figli di sciuri, che lo portavano via quando non li facevi giocare....Oppure con pseudo palloni di pezza, Super Tele, sassi, lattine, pezzi di legno...Tutto cio' che potesse essere preso a calci e rincorso, diventava una vittima da far rotolare a pedate..E piu' non era regolare nel rimbalzo, piu' perfezionava il tuo controllo dell'oggetto....Io e la mia generazione abbiamo aspettato con ansia, come una liberazione, un impianto vero, con porte e perimetro. A Cunardo arrivo' nel 1975 sulle ceneri del vecchio campo sportivo...''Su al campo''...in pratica Il ''campetto'', di tante leggende di paese. Fu un impianto che intrigava come le belle donne. Quelle ritrose che fanno le sofisticate, ma poi si rivelano delle grandi zoccole. Sempre chiuso e sempre da violare quotidianamente scavalcando...Sempre a discrezione delle turbe di Don Lodovico, che subito ne capi' la possibilita di baratto e di chi in seguito ne segui' le orme, perseverando la continuita' di ricatto, fino ai giorni nostri..Sempre chiuso, ancora oggi e il Carognavvirus non centra...L'erba ormai incolta e' indice di trascuratezza cronica, senza che nessuno se ne occupi..Non ce' niente di piu' squallido di un campo sportivo lucchettato, lasciato a se stesso, come non ce' niente di piu' bello di un bimbo col pallone sotto braccio....Grossa rarita' oggi. Ho giocato per anni in tutti i paesi limitrofi come un richiedente asilo...perche' non avevamo un campo di casa....Ferrera fu per anni la mia patria adottiva...Quel papa' che ti cresce...Che ti fa diventare autonomo fino a che poi lasci casa e ti arrangi da solo....Quel papa' che poi ci torni anche dopo, a trovarlo e ne approfitti per rigodere quegli attimi del tuo passato a cui non avresti mai piu' potuto rinunciare neppure mentalmente..Attimi senza Smartphone. Attimi che non poterono essere immortalati e quindi non poterono fissare sul tuo viso le gioie, le amarezze, la passione e quel sorriso...quel sorriso speciale dopo i gol. Fu nel 1995 che dopo lungo peregrinare, finalmente Cunardo si creo' un nido pallonaro Comunale personale. Un campo regolare a 11. Un terreno di casa finalmente. In Via Rossini....Proprio sotto l'occhio benevolo e severo del San Martino...Quel monte eternamente presente, nostro vigile osservatore e protettivo simbolo territoriale. Quel San Martino che canto' e ballo' nel 2006 quando Van De Sfroos tenne il concerto proprio sul terreno di gioco. Nel 1995, avvenne tutto in pompa magna. L'inaugurazione, la benedizione del Don Lodovico..Il taglio del nastro, i portachiavi di ricordo per l'occasione e la partita inaugurale, tra le squadre FIGC e CSI....del paese, immortalata in una videocassetta della ''La Ka''... Sembrava l'inizio di una storia, anzi, di un mito.... Poi...Arrivarono le dirette televisive di Stream e di Telepiu'..e la gente scopri' la comodita' del calcio da seduti in salotto o nei bar...La scuola calcio di Cunardo, che cominciava a creare le basi per una rinomanza destinata a progredire per decenni e decenni nell'ambito provinciale, senti' l'appropinquarsi di un futuro senza sbocchi. Il Gino aveva creato un pollaio di imberbi primi calci, che seguivano regole e a poco a poco si appassionavano, creando presupposti futuri, alla disciplina calcistica. Una scuola calcio che domino' tornei a livello infantile in tutta la provincia...Aveva saputo creare un distacco coi genitori...Cosa fondamentale se devi gestire un vivaio.....Il campo di Via Rossini, quando nacque, nel suo fulgore, non aveva nulla da invidiare ai campi storici della zona, sia come terreno erboso, che come ubicazione. Seppi che fu il secondo impianto in Europa, dopo lo stadio del Monaco..con gli spogliatoi sotto il terreno di gioco...Infatti quando facevi la doccia, in caso di sostituzione, sentivi le fasi di gioco che rimbombavano sulla tua testa...e i fischi degli arbitri..Si rinuncio' all'impianto luci, per le notturne e si creo' un piccolo campetto a sette limitrofo, per gli allenamenti, per non rovinare il manto erboso...Totalmente d'accordo. Anche perche' un impianto luci a norma FIGC e' una spesa parecchio dispendiosa e le gare, generalmente di recupero, per cui sarebbe stato utilizzato, sono effettivamente scarse...Feci in tempo ad allenare la Juniores nel 2001...Allenavo e giocavo ancora in prima squadra...Fu l'ultimo anno...Il materiale umano andava sempre piu' a diradare...Si decise per una fusione con Marchirolo e Cugliate...Nacque L'Union Tre Valli. La neonata societa', fuse, sia gli impianti che ogni Comune portava in dote, che il materiale umano. Dirigenze, giocatori e terreni, dei tre Comuni, divennero un unico patrimonio sportivo delle Tre Valli, come direbbe il nome.. Insomma...divennero un'unico sodalizio. Il Gino continuo' nella sua missione di crescita e di svezzamento, ma gia' si capiva che il fulcro della societa' era stato dislocato a Marchirolo, mentre Cugliate, era stato prescelto come terreno per le gare della prima squadra...Tutto funziono' ancora per poco. Fino a che, quel truffaldino del Gino, ci fa lo scherzo di lasciarci e tutti restiamo impreparati...La scuola calcio, trasmigra a Cugliate...Forse nessuno...Oggi...Sa che l'Union Tre Valli e' nato da una fusione di tre Societa' ben distinte, perche' lo identifica col paese dove gioca....Se dici Tre Valli pensi a Cugliate...o Marchirolo...A Cunardo no di sicuro. Il campo di Via Rossini non fece in tempo ad essere dedicato al Gino...In pochi anni a seguire, venne dimenticato.. ridimensionato e utilizzato per campionati CSI a sette...Divenne la casa provvisoria dell'Hellas Cunardo. Con inevitabili dimensioni ridotte del terreno...Cio' comporta un solo spazio di terreno consumato, sempre quello, su di un'area che avrebbe potuto essere utilizzata per un campionato ad 11. Che tristezza. Ricordo che la societa' di Cunardo si autofinanziava e pagava al Comune vari milioni di Lire l'anno, per l'esclusiva dell'utilizzo. Autofinanziati dai membri societari. Nessuno straccio di sponsor...Passione e pura dedizione. Ricordo il Luciano Bonora..col trattorino che ogni pomeriggio rasava l'erba e poi la domenica faceva il guardalinee...Ricordo il Gino che oltre che responsabile in capo della Scuola Calcio era factotum per ogni evenienza....Idraulico, elettricista, ecc. ecc... Ricordo quanti di noi ex calciatori ed appassionati, negli anni, si sono prestati con passione ed esperienza a portare avanti un discorso sportivo, che nessuno avrebbe immaginato sarebbe svanito come un ricordo lontano e ormai quasi privo di testimonianze. Quando crebbi...non c'erano impianti nel paese...Erano piu' che altro improvvisazioni, luoghi trasformati dalla nostra vivida immaginazione, in stadi, palestre o impianti sportivi...Ora Cunardo non puo' dire di non averne...Abbondano..Peccato, che sembrino grossi dinosauri fossili, dei monumenti tristi e arrugginiti a ricordo di un passato, che rischia di divenire sempre piu' anacronistico coi tempi.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)


Nessun commento:
Posta un commento