mercoledì 7 dicembre 2022

RICORDI DI GIORNI DI SCUOLA. (Medie)


Spesso esco per tornare al lavoro in coincidenza con l'uscita dalle scuole degli scolari delle medie. Presumo siano le medie. Sono talmente piccini a volte, sotto quegli zaini voluminosi, che non mi riconosco alla loro eta'. Piu' sono secchioni e piu' sono piccoli e piu' sono piccoli e piu' lo zaino e' voluminoso. Varcare la  soglia delle medie era significativo. Per molti erano gli ultimi tre anni per giocare, divertirsi e avere distrazioni fuorvianti dalle responsabilita' che ti avrebbero a poco a poco assorbito con il crescere. Non e' un vanto, ma era un processo di crescita impossibile da evitare. La struttura delle famiglie comportava quello. Le medie furono un mondo a se. Un incontro con coetanei di altri paesi. Con piu' insegnanti. Piu' delle volte di provenienze extraCunardesi. Ad accompagnarci in questo sistema piu' strutturato e organizzato in ore specifiche, non piu' il Vittorio come bidello. La Delfina. Serenamente dedita al suo lavoro, gentile e disponibile con tutti, fu la bidella del periodo della mia frequenza. La ricordo con piacere. Le sezioni erano tre. A-B-C. La B era la mia. Relegati nella parte sotterranea del padiglione delle medie. Quello sotto la scaletta che portava al laboratorio di Applicazioni tecniche. Sezione prettamente di Cunardesi, spesso infarcita di ripetenti, ma Cunardesi. La A era quella che accoglieva il multietnico. In A arrivavano da Bedero, Ferrera, Ganna, Marzio, Ghirla. Terreno fertile per partite di pallone ''internazionali'' anche con preventivate scarpinate a piedi nel doposcuola. Quante volte a piedi fino a Ganna per una partita, o a Bedero. Loro avevano i campetti noi no. Le strutture mancavano a Cunardo nei primi anni settanta. Arrivarono proprio in quei tre anni. La palestra nuova di zecca. Ma soprattutto il campetto dietro la ''Giesa granda'' per tutti ''Su al campo''. ''Su'' perche' tutte le strade per arrivarci erano in salita. Ma questa e' un'altra storia, bellissima e personale. Quindi la C. Un vero e proprio girone infernale, per gli insegnanti e per coloro che non erano della sezione. Il braccio della morte della scuola media. Erano relegati i ripetenti piu' incalliti, i problematici sociali e coloro che della scuola proprio non ce ne puo' frega' de meno. Porte divelte, registri strappati, insegnanti affranti e disperati al limite delle lacrime. Li si conosceva tutti. Fuori da scuola erano nostre compagnie abituali, condividevamo esperienze, giochi e momenti di svago. Ma a Scuola era una congrega di pazzi. Sembrava l'Arkham Asylum di Gotham City. Non era bullismo, era spontaneita', era una goliardia sfacciata dettata da carenze educative e tare culturali. In questo mondo cosi' variegato e folkloristico, le figure dei professori avevano un'importanza piu' che nozionistica, diciamo di polso e di gestione etica degli alunni. Sara' un'avventura. In tre anni i professori si sono succeduti, ma di molti ne ricordo ancora nome e fattezze. Si vanno a mischiare nelle nebbie della mia memoria con quelli che mi accultureranno in seguito nelle Superiori a Varese. Scolari, Mannetta, Potenza, Alberghina, Ventura, Saia, Capannini, la Ruggiero di francese. Una simpatica donnina attempata dall'aspetto caricaturale che si era fissata con il chiamarmi Jacopo. Da Jacopo Robusti.''il Tintoretto''. Molto simpatica, molto amante della cultura Francese e grande conoscitrice del sistema di vita d'oltralpe. Poi, Don Bianchi o don Gianni..per alcuni don Russin per le guance eternamente rosse da papabile amante del buon vino. Non so quanti calci in culo ho preso da Lui. Durante l'ora di Religione proiettava diapositive e immancabimente nella penombra era un rebelotto. Accendeva le luci e chi ce' ce,' chi non ce' non ce'...Calci in culo e scappellotti. Nel complesso era un personaggio amato da noi alunni. Molto diverso dallo stereotipo del prevosto vecchia maniera. Gia' dalla maniera piu' sportiva di abbigliarsi che non il sottanone del Don Lodovico. Lo riincontrai spesso anche negli anni successivi, fino a pochi anni fa. E sempre ci si fanno delle belle risate, come se fossimo stati grandi amici passati. Una volta non c'erano i Gruppi di genitori di Wazzap, che adesso sono sempre aggiornati anche sui cicli irregolari delle prof o se un prof porta i boxer o lo slip. La Clara andava due volte l'anno a parlare coi ''maestri''. Tornava e mi sapeva solo dire..''Eeeeh..i disen tucc che te set un ciaciarun...Che te set semper a dre' a fa casott. ''  Iooooo?. Ma quale lo dice? '' Eeeh..chela puse' piscinina...Sara' chela de aritmetica...Ma anca quel de Italian al sa lamentava...''.....'' Mi pensi che al fudess quel de Italian...''. L'importante era che fosse andata a sentire i giudizi, poi chi li avesse dati poco contava. Per il resto tutto me lo gestivo da solo. Compiti, esercizi. Mica ero abituato a studiare. Avevo osservazione, capivo al volo, ma mai aprivo libri. Nelle elementari raccoglievi le foglie di autunno,  facevi il lavoretto per Natale con le mollette dei panni e il Vinavil e via. Le medie avevano un aspetto piu' serioso. E comincio' ad avere un aspetto mooolto piu' serioso in seconda. Potenza, prof di Italiano e' trasferito a meta' anno.  Arriva il professor Gabriele Parini. Indigeno del paese. Fu un meteorite che si schianto' sulla scuola. Molto preparato. Profondo conoscitore dei beni culturali del nostro circondario e della letteratura. Metodo di insegnamento piuttosto rigido e poco incline alla battuta, allo spirito e alla celia. Il Parini, arrivo' a meta' anno scolastico. Subito fu un cazzotto nello stomaco. Una preparazione didattica sicuramente di un livello superiore alle insegnanti che avevamo avuto. Divento' in poco tempo vice preside. Insegnava italiano, storia, latino e ci diede in maniera corretta e semplicistica le prime nozioni di educazione sessuale. Ooooooooooh..Direte Voi....Ebbene si. Sulla lavagna schemi anatomici di apparati  femminili e maschili con scientifiche spiegazioni e funzionamenti a cautela e prevenzione di morbose iniziazioni soggettive, ricondotte a riviste di nordica provenienza. Comunque le trasferte domenicali a piedi al cinema di Grantola per i film vietati ai 14 non riusci' a evitarle. Era il tramite per introdurci in un argomento molto piu' ampio che  avremmo trattato settimana per settimana tutti coinvolti con grande interesse. ''L'adolescenza e che cosa è''. Per mezzo di Lui per la prima volta in vita mia sentii la parola ''Adolescenza''. Quella che i genitori definivano eta' della stupidera. E che io non capivo in che periodo della vita si trovasse. Dedico' ore settimanali a spiegarci, i vari cambiamenti, fisici, umorali, e i vari pruriti e attrazioni che gli ormoni cominciavano via via a causare e elargire a piene mani in quel periodo. Il cambiamento della voce, la crescita delle pelurie. Se ne dibatteva e si facevano domande. Una vera e propria educazione sessuale. Corretta, pulita, fatta in modo maturo. Quando lo raccontai a casa vidi sul viso del Bepi e della Clara anziche' imbarazzo,  il sollievo di non dover arrabattarsi tra api che impollinano, cicogne postine o cavoli magici che improvvisamente cagano marmocchi. Il lavoro sporco lo stava facendo qualcun altro al posto loro. Fu uno slancio di avanguardia in quel periodo. Dopotutto si era solo nel 1976. Io mi intrippai un sacco nell'argomento e ponevo domande..Non seppe rispondere alla mia domanda quando spiego' il ruolo e il funzionamento dei testicoli, " Perche' se me li schiaccio mi fanno male.?" Lo vidi basito e impreparato. E li' perse la sua credibilita'. La mia stima. Eccheccavolo. Ti perdi in un bicchiere d'acqua alloraaa.!?. Un po' un'indole bacchettona e una spiccata fissazione per il  sacro ce la aveva suvvia...Digiamogelo...So solo che divenni il suo preferito. Non ci guadagnai nulla. Anzi. Fui investito della sua attenzione in quanto ero bravissimo a disegnare e non si contano i disegni a carattere religioso di cui mi incarico'. Una Madonna a matite colorate fu ritrovata addirittura su un muro di un appartamento in Liguria 30 anni dopo da Sandro, che la fotografo', me la mostro' e mi disse. La riconosci? Credo che sia dovuto al suo arrivo, il fatto che siamo stati la prima classe di medie a fare la gita di piu' di un giorno. Acquisi' subito peso in presidenza. Lo acquisira' in seguito anche nell'ambito del Comune diventando primo cittadino di Cunardo nei primi anni 80. Visitammo con lui San Leo, Gradara, San Gimignano, San Marino, Ravenna e tutto l'ambaradan di mosaici bizantini conseguenti, durante la prima storica gita di tre giorni mai fatta alla Enrico Fermi di Cunardo. Severo e' dire poco. Spesso dileggiava e abusava del suo ruolo di insegnate per ridicolizzare gli elementi piu' fragili e scolasticamente meno portati. Temuto e odiato in ugual misura, ma consapevole delle sue qualita di insegnante mi traghetto' agli esami finali e di Latino. Fu l'ultimo anno in cui alle medie si insegnava il latino. Giusto in tempo per portarlo come una dependance agli esami finali. Si avvicina il momento decisivo. Il Gra esce dalle medie. Molti decidono di andare a bottega, spesso in ceramica, in apprendistato, ma in ogni caso a  imparare un lavoro. Altri proseguiranno gli studi con obbiettivi chiari e perseguibili. Altri tempi. Per me il lavoro e' prorogato. 5 anni di scuola superiore a Varese. Non vi rivelo quale. Le mie doti di perspicacia e osservazione poco servirono. Non erano le medie, si doveva studiare e io non ne avevo voglia e poi adesso a Cunardo c'era ''Su al campo''. Fu una perdita di tempo, non lo rifarei piu' se potessi tornare indietro. La scuola non mi insegno' nulla. In eta' lavorativa avvanzata, capisci quanto quei 5 anni in piu'sarebbero ora un passo piu' vicino alla pensione. Il ''pezzo di carta'' langue da 36 anni in un cassetto. Mi e' costato 35mila lire ritirarlo dopo anni di abbonamenti, libri e ansie da prestazione per i compiti in classe. Nessuno me lo ha mai richiesto e non perche' faccio il metalmeccanico. Fu un'esperienza positiva valevole solo per i rapporti sociali che ho avuto modo di allacciare, la mia cultura me la sono fatta con curiosita', approfondendo argomenti e interessi successivamente. Nei temi ho sempre preso meno del sei.....Forse ero troppo giovane, forse poche cose avevo vissuto fino ad allora...Forse non avevo ancora ricordi o film nella testa da raccontare e condividere. 
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