giovedì 8 dicembre 2022

 PREFAZIONE.


Non sono uno scrittore. Quindi non cercate il pelo nell'uovo. Il tecnicismo. La struttura noiosa e obbligata della narrazione. Gli errori di sintassi, o di ortografia, o di grammatica che potrete riscontrare nei racconti sono solo errori di battitura. Conosco i congiuntivi...li frequento..anche i condizionali, nel caso.. Ma amo ancora di più, essere comprensibile. Comprensibile a tutti. Diretto, schietto..pane e salame insomma. Amo che chi mi legge si senta a suo agio. Che veda un film nella sua testa...Scrivo, racconto, comunico come parlo normalmente. Sono solamente uno che avendo vissuto intensamente in modo emotivo, anche momenti semplici della sua vita, li ha fissati nella memoria e per cautelarsi ha cercato di fermare il tempo scrivendoli. Questo ''libro'' (che parolona...) e' composto da una Prefazione, (questa) seguita da un primo racconto di 57, che fa da apripista e introduce ai luoghi e a una collocazione temporale, spiegando il contesto in cui si svolgono i successivi 53 racconti, che contengono i miei ricordi. Seguono quattro omaggi. Sulla scomparsa di persone importantissime per la mia vita. Persone che se ne sono andate troppo presto e che avrebbero potuto insegnarmi ancora tanto. Purtroppo un blog non permette un ordine di pubblicazione logico, ma solo cronologico. Per cui finchè ho potuto ho plasmato una successione razionale dei ricordi. Ora tutto ciò che e' aggiunto e' in puro ordine di scrittura...Mi spiace, ma dovrete cercare nel sommario gli argomenti che vi interessano di più. In coda, per concludere è pubblicato un racconto in 10 puntate, ''Su al Campo'', che scrissi nel 2015 e che sul Web ha avuto una discreta accoglienza da coloro che lo hanno letto, pur non appartenendo al paese e non conoscendo Cunardo. (Pensate che ce' anche chi e' venuto apposta da regioni vicine per vedere il luoghi di cui narravo e il campetto sopra la chiesa... Wow...) Tratta dello strano rapporto tra me e il Campetto della chiesa e che con affetto ho dedicato al Gino Marchioretto. ''Su al campo'' non e' solo un racconto sul calcio, ma anche uno spaccato di una Cunardo di anni addietro, vista con gli occhi di un ragazzino innamorato di una palla. Io appartengo ad una generazione Cunardese transitiva, che fa da ponte tra gli ultimi anni di vita rustica e spontanea di una comunita' di paese e l'avvento di anni piu' moderni, dettati dal progresso, dalla globalizzazione, dai socials e la tecnologia esasperata a scapito di una più rustica socializzazione... Cio' di cui racconto sono i ricordi della mia eta' piu' pura, senza contaminazioni. La visione di un ragazzino che vede il proprio paese a poco a poco, nell'arco di un trentennio a cavallo degli anni 60 fino ai 2000, allontanarsi dalle tradizioni e entrare sempre più, in un contesto forzato e gestito da tempi senza anima. E' una narrazione spontanea, nata soprattutto per me, analizzando quello che ormai mi manca e quello che sono obbligato ad accettare e che col tempo prendera' il sopravvento in modo totale. Sono ricordi piu' che narrazioni. Scritte come se le raccontassi in compagnia, di fronte a più birre. Come tali, sono frutto della memoria e percio' sono soggetti ad una possibile rivisitazione aprossimativa o scorretta, ma assolutamente fatti in buona fede. Grazie dell'attenzione. Buona lettura.

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