I Santi e gli Eroi ditemeli Voi...Io vi dico dei Parrucchieri...Lontani i tempi della Lauretta...della Mara..della Miriam e della Fedrigo..della Cappellini ecci' ecci'....Due anni fa, in quel di Grantola, quando mi presentai rasato al lavoro come ormai consuetudine da anni, prima che la mia meta' mi dicesse che con i capelli sono piu' dolce e piu' giovine..(vanitas docet)..davanti alla macchinina del caffe', raccontai che Cunardo ha sempre avuto una bella scelta di coiffeurs..(7 in quel periodo...) Un mio collega mi dice..7 parrucchieri in un paese di manco 3000 anime?...Noi ne abbiamo uno..e Molti vanno a Mesenzana..''Ok..'' dissi Io ''Ma voi a Grantola avete il Cinema..Noi no. Datemi il Cinema e Noi vi diamo 3 anche 4 parrucchieri...''...Scherzo naturalmente. Gia' da piccolo, quando ancora l'unisex non era contemplato, Cunardo pullulava di parrucchieri...Almeno 5 li ricordo..Il Nan su tutti...era un
istituzione...Oltretutto un Robustelli..Poi il ''Giacumin barbè''..oppure detto ''Il Yappi''...il barbiere ufficiale del Cantun Merda...con il suo negozio sotto la scritta di Mussolini in Via Marconi..Grande bocciofilo, sempre elegante, stiloso..Quasi un lord nella sua maniera di muoversi...Lasciava una scia vaporosa di brillantina e acqua di colonia quando passava al Grotto, con la sua camicia bianca sempre ben inamidata da sua moglie, la Maria, ''la Svizzera'' e i capelli bianchi sempre ben ordinati. Per le donne c'erano la Lina, zia del Sergio Margarini..davanti al negozio di panetteria del Belli...In seguito rilevato dal Dario Consolaro...C'era la Milena, la figlia della signora Bice. C'era l'Anita, la moglie dell'Arvinio, mamma del Luca Frasnetti..Poi negli anni 80 arrivo' anche la Liana, la sorella della Nadia Zocca, la Silvana, la moglie dell'Adriano Bino e la Giuliana ''Giugi'', sorella del Beppe e dell'Annunciata Lecca la' sulla provinciale... Quando il ''Nan''passo' il testimone, il Roberto porto' avanti da solo la tradizione di famiglia coadiuvato da nuove leve che indottrino' strada facendo e che ora fanno il bello e cattivo tempo nell'hinterland Cunardese...Salvatore a Ghirla, Scattini & Son a Cugliate, Alex a Marchirolo, Giorgino...attualmente il mio coiffeur da anni..nei pressi del bar Tre Valli...Erano gli anni 70..piu' o meno e a seguire.... In quegli anni ancora c'era la caccia alle streghe ai cappelloni, una reminescenza in chiave rustica di avversione al 68 e alle versioni Hippy rural/paesanotte. (Leggendario l'episodio di quel Cunardese che sparo' alla TV, quando vide apparire dei cappelloni che suonavano musica ''bit'')...Da ragazzino la Clara, come la mia crine esondava gli argini, a la vusava:...'' Va a taja' i cavei che me vergogni a 'nda 'n gir...''...Scusa? Te'? Ti vergogni te, ad andare in giro?..''Go' di' al Nan ca incoe ta vet a taja' i cavei....Duman a vo' mi' a paga'...''...Boh...Comunque la scelta a Cunardo di dove andare a regolare il pelo c'e' sempre stata. Nei primi anni 70 pero'...ecco che arrivo' Lui...Un fulmine a ciel sereno nel cuore del paese. In piena Piazza IV Novembre...Occupo' i locali che poi divennero Colorificio vetreria e cornici con la gestione dei coniugi Ceroni...Li', proprio di fronte al Monumento della sciura Vittoria...Il Giuseppe. Per tutti noi ragazzini Lui era ''Il Giuse''. Veniva da Lavena...Ponte Tresa. Era la incarnazione della generazione anni 70 di quel periodo, tanto che la maggior parte della clientela non superava i 22 anni, anche se ne dimostravano 32. Erano gli anni dei capelli cotonati, delle basette extra large, delle barbe fatte dal barbiere e massima concessione la frizione...Erano gli anni dei calendarietti profumati con le donnine succinte, apice prurigginoso ad una libido repressa, ancora anni luce dalla caduta dell'asteroide Internet con il suo codazzo di siti porno.. Fisico asciutto, anzi asciuttissimo, sempre con camicia bianca attillata, sbottonata il giusto a inquadrare la peluria comprensiva di ambaradan di oreficieria in bella mostra, le punte del colletto come armi letali. Naturalmente, la camicia, corta, fuori dei calzoni. Viso malandrino e assassino, baffetto da sparviero e pizzetto precorrente i tempi. Sempre affabile ed educato con tutti ma marpione e con un occhio di riguardo al genere femminile..che da canto suo, non disdegnava e ricambiava sfacciatamente gli sguardi e gli ammiccamenti.. ;) ..Spiaccicato il doctor Strange come fisionomia. Sputazzato uguale. Un 124 rosso, targato VA 301426, sempre parcheggiato al primo platano della Piazza verso il negozio del Figini. Gia'...Perche' era doppio senso di circolazione e un 124 era grande meno di un 206 forse..Perche' quelli erano gli anni che la Piazza pullulava di vita...Erano gli anni che in Piazza c'era ancora il Parco Giroldi e le tre panchine di pietra collocate ai lati del perimetro. (Due di spalle alla attuale ringhiera dietro il monumento, dove una volta era un muro a recintare e una sotto la scritta di Mussolini, prima di entrare in Via Vaccarossi..) e c'erano i grandi platani che in autunno coprivano interamente la piazza di enormi foglie simili a quelle degli aceri Canadesi...La piazza, che la sera dopo cena, accoglieva i ragazzini che giocavano a mago libero. Ragazzini che scendevano da tutte le vie limitrofe e convergevano al Monumento fino all'imbrunire...Fino a che le prime voci dei genitori in lontananza li richiamava a casa...Perche', ahinoi...erano sprovvisti di smartphone..Era la Piazza della lavanderia della sciura Isa, della provvisoria Posta, della macelleria del Figini e della cartoleria giocattoli, della signora Bice prima e della Giovanna, madre del Marcello, la Rosella e la Dodi Sosio poi...Era la Piazza dove la sera gli anziani, il Gigio' in testa, si sedevano sulle panchine appoggiati al bastone e guardavano le nuove generazioni di Cunardo sgambettare come biglie impazzite senza pensieri..Perche' fortunatamente i pensieri glieli avevano tolti loro...Dopo anni di guerra e di sacrifici. Il Gigio' era uno dei piu' abitudinari del negozio del Giuse. Stava pomeriggi interi senza cipire, seduto sulle seggiole di metallo del negozio, nelle stagioni calde quando non c'erano clienti. Con il Giuse aveva instaurato un forte legame di amicizia. Nel tempo il Giuse divenne il centro di ritrovo di tutti noi ragazzini. Affabile..Spesso sborone e a noi ci piaceva...Mi insegno' a fare la ''bandiera'' sul palo di segnaletica vicino alla sua macchina prossimo al grande platano. Peccato fosse ''Gobbo''. Il Lunedi' arrivava con le schedine prese a Ponte Tresa, un mazzetto infinito, quando ancora si compilavano a mano e poi andava al tabacchino, dal Veloce a giocare quella che non lo faceva mai svoltare. Le restanti le usava per pulire la schiuma da barba delle rasature. Le appoggiava su una spalla del cliente e ci puliva il rasoio dopo ogni passaggio...Il passo da abitue' dei pomeriggi, a garzone fu breve...Il Giuse mi prese in simpatia..anzi..si affeziono' a me. Mi lascio' addirittura un mazzo di chiavi...Un giorno gli dissi..''Perche' non mi prendi a lavorare qui.?.Mi dai una mancia settimanale..'' E cosi' fu. Mi stipendio' di 1000 lire a settimana. (Meno di 50 cents attuali.).. Spazzavo i capelli, insaponavo i clienti meno sofisticati, gli facevo le commissioni...A volte mi mandava dal Figini a prendere il ''muso pestato''..''...ah...''e digli se non ce lo ha pestato, di pestartelo''... Ce ne misi a capirlo...Questo faceva ridere il ''Popo''..Giampaoli..che in quegli anni lavorava li'..presso il sciur Figini... ;) Insomma facevo le cose piu' banali ma che gli avrebbero portato via tempo utile..Dopotutto avevo 12 anni e ''su al campo'' ancora non era da vedere la luce...Aveva allacciato un rapporto importante anche con gli esercizi vicini..Col Figini, la Giovanna, La Pasticceria dell'Italico...Era amato e benvoluto da tutti...Ogni giorno dopo la scuola passavo i pomeriggi dal Giuse e la mia presenza attirava la maggior parte dei miei amici...Il Marce, Pippo, Baldo, Andrea e via a catenella......Sembrava un asilo piu' che un negozio...Nei pomeriggi estivi era facile vedere il Giuse e il Gigio' sulla panchina fronte al negozio che dava le spalle al Parco Giroldi, in attesa di clienti, chiacchierare sotto la grande magnolia, circondati dalle pigne.....Due generazioni opposte..Il Gigio..(senza l'accento, come lo chiamava il Giuse) con il suo ampio cappellaccio da contadino...gli occhi socchiusi a rimuginare su chissa' che orizzonte interno, del suo presente o del suo passato e con il suo fedele mezzo toscano tra le labbra...mai acceso..sempre bagnato di saliva...Solo a guardarlo ti immaginavi fosse uno scrigno di esperienze...di episodi di vita vissuta nascosti tra le pieghe delle rughe ...Portavi rispetto solo a guardarlo..Come a tutti gli anziani...''I piu' grandi'', si diceva noi bocetta..Un po' per paura, un po' per dovere. Un giorno dissi al Giuse..''Beh..Quando e' che mi fai fare una barba?...Ormai sono qui da qualche giorno...Mica dovro' spazzare capelli all'infinito?....'' il Giuse sornione mi dice...Ok..Allenati...Quando riuscirai a radere un palloncino senza farlo scoppiare ti faccio fare una barba...Poi un giorno il Gigio' si siede per farsi radere...Il Giuse mi dice...''Cia' dai...insaponalo su...che lo radi tu.''..Cavoli...Mica mi ha spaventato..Io parto in quarta...Insapono...e al momento di passare il rasoio mi afferra la mano e scoppia a ridere...''Ue' ue'...ferma la mula..''. La mia carriera di barber shopper si interruppe li'...Continuai regolarmente a fare il garzone del Giuse finche di li' a pochi mesi se ne ando'..Penso fosse il 1974..Chi se lo ricorda sa che per tanti anni in seguito, fara' l'autista per la SVIT, le Autolinee Varesine, operava sul tratto Luino Varese insomma..Saltuariamente ci si incontro' ancora sempre per caso e ogni volta si rinverdi' con calore i momenti di Cunardo. Nel 2000 lavoravo a Mesenzana. Un giorno fu assunto un ''ragazzino''..dopo pochi giorni gli atteggiamenti, il muoversi, la fisionomia mi incuriosirono a tal punto che sbirciai il suo cartellino...Il cognome corrispondeva...Gli dissi..''Ma tuo padre e' il Giuse? Aveva il negozio di parrucchiere a Cunardo? '' Gli dissi che fui il suo garzone negli anni 70...Diventammo molto amici. Simone e' un ragazzo fantastico. Un mio carissimo amico. Mi invito' al suo matrimonio...e sorpresa mi mise allo stesso tavolo con suo padre il giorno della festa. Fu una meteora il suo esercizio...Ma Cunardo resta da sempre un paese di Parrucchieri, Santi ed Eroi...Aspetto che mi raccontiate dei Santi e degli Eroi.

Nessun commento:
Posta un commento