venerdì 27 agosto 2021

QUANDO A CUNARDO SI GIOCAVA IN STRADA...

 

Lo spunto me lo ha dato il Nussbaumer..Le sue foto della Piazza IV Novembre...Anni prima denominata Piazza Vittorio Veneto...Le foto di quel monumento, ormai dissacrato quotidianamente e ricordato in maniera ipocrita, per due scadenze imposte e celebrate ogni anno. Quel monumento che fino a una ventina di anni fa era riverito con immedesimazione dai nostri vecchi..Da coloro che la guerra la hanno vissuta e ancora versavano lacrime alle rimembranze solenni, al pensiero di una giovinezza sprecata, tanti anni prima, lontani da casa..Un sacrificio che non e' stato interpretato con il dovuto spessore, ne tramandato da generazione a generazione sin dai figli. Quel monumento sito nella zona che una volta era il cuore del paese. Quella zona che pullulava di vita. Quella zona abitata e vociante. Ricca di botteghe e di luci brillanti nei mesi autunnali e invernali..Quella zona dove il San

Martino e' un quadro appeso, che cambia luce ad ogni ora e ogni stagione, mantenendo da sempre nei secoli dei secoli, una Regalita' impareggiabile. Ho visto i cambiamenti di quella Piazza sin da che ero bambino. Di quella Piazza, il ricordo delle serate estive trascorse a giocare nei dopocena e' indelebile. Soprattutto nei tre mesi di vacanze scolastiche. Ho visto crescere e sparire  i suoi due platani, che con l'autunno creavano uno spesso tappeto di foglie che ricopriva l'intero parcheggio...Foglie che in certi momenti ti arrivavano alle caviglie. Foglie grandi, marroni... Una volta...fino a una ventina di anni fa..la Piazza era adibita anche a Parcheggio. Ci ho parcheggiato il 112, la Uno, la Corsa e anche il 206...Ma era consentito. Consentito e tracciato a vernice con le sue piazzuole. Era una Cunardo a doppio senso di circolazione. Le utilitarie erano la meta' per dimensione, rispetto i mastodontici invadenti e inutili mezzi di oggi. Al massimo ce ne era una per famiglia. Forse una ogni due. La mia era una di quelle che non la aveva. Noi non avevamo neppure il telefono..Le donne difficilmente avevano la patente. I ragazzi, se la guadagnavano..Sia la patente che la vettura. E ne bastava anche una usata. Che tanto per evadere dal paese, o per andare in camporella era finche' mai. La ricordo la Piazza, anche con le sue tre panchine di pietra. Due posizionate al muro del Parco Giroldi, lateralmente, dietro il Monumento e una, sotto una delle megalomani testimonianze di Mussolini in paese...di fronte alla Lavanderia della Ivana Dellea, dove la Rosi mia sorella, comincio' la sua carriera di lavandaia a 14 anni..finite le medie. Le panchine dove il Gigio' col suo cappellaccio da contadino calato in fronte, il mezzo toscano tatuato sulle labbra e il suo bastone tra le mani..scrutava noi ragazzini nei dopocena delle serate estive, correre e vociare in interminabili sessioni di Mago o Libero. Già!. Mago o Libero.  Poteva essere rialzo, prendersi...nascondino. Ma eravamo cosi' in tanti...Cunardo in quegli anni non aveva punti di ritrovo per i ragazzini. Prima che arrivasse ''Su al Campo''..nel 1975..Poi i pomeriggi diventeranno un'altra cosa... Il Parco Giochi, era una prerogativa estiva, ma la sera nei dopocena, si stava a tiro di richiamo delle mamme. Perche' non c'erano i telefonini. Nelle stagioni scolastiche la sera non si usciva. Ricordo con nostalgia anche il Parco Giroldi...dietro la Piazza. Lo ricordo benissimo tante sono le volte che Michele, mio coscritto, mio compagno di scuola e di giochi, mi invito' a passarci i pomeriggi. Ricordo la grande vasca coi pesci rossi, la serra, gli orti, le panchine bianche, le palme e il pezzetto di prato in ombra circondato dagli alberi, dove inventavamo i giochi. In tutto quello spazio, dietro il monumento, ora ce' l'Anfiteatro...Uniche superstiti, le palme e la grande magnolia...Nella Piazza, nei dopocena estivi, confluivano ragazzini e ragazzine di ogni Via situata nei pressi. Quelle serate mi son rimaste talmente dentro che ancora le sogno..al punto che qualche anno fa ho sognato un Campionato Mondiale di Mago Libero... Ai giorni nostri.. Con rappresentative Nazionali, giocato in Piazza. Naturalmente il capitano ero Io..Beh..il sogno e' il mio. Ok..Lo ammetto..Forse avevo mangiato pesante. Le serate si terminavano quando le voci delle mamme facevano da colonna sonora, all'oscurita' che accelerava il suo passo..per trasformarsi in buio. La Clara era campionessa mondiale di strillo. Era allenata. A volte passava i pomeriggi a chiamarmi per fare i compiti, ma dal Cantun Merda al Parco Giochi c'era una certa distanza.. Quindi al ritorno erano sculaccioni...in base a quanto ero sudato.. Si andava per boschi, si esplorava. Ma la strada e' sempre stata la palestra d'ardimento principale di noi ragazzini Cunardesi ante 1975...La strada e i cortili... Il cortile della Giuly Giroldi, tra il negozio del Bonora e il Mimmo ortolano, in Via vaccarossi 15, era il ''bigliodromo'' dove convergevano bambini ludopatici che mettevano in gioco sacchetti interi di biglie di vetro, in estenuanti giornate a ''ciccare'' o a ''spanna'' o ''cicca e spanna''...Una bisca vera e propria. Nell'attesa di giocare, spacciavi pacchetti di figurine Panini che un elastico da solo non le reggeva.. Su...''Celò Celò Celò ..Manca!!!''...se ne e' fatta una magica cantilena. Diventavi un ''cravattaro'' sin da bambino se ti facevi prendere dal business delle ''figu''. Il tratto di via Vaccarossi davanti al negozio del Bonora, la via Marconi e il cortile della Anna Bustocca sono stati il mio San Siro per anni. Ma in tutti i rioni di Cunardo c'era un San Siro. Era cosi'..Ma tutti convogliavano dalle corti del paese in quel tratto di incrocio sotto la scritta di Mussolini, nel Cantun Merda, sulla strada per le Scuole per partite infinite senza porte o ruoli...Bastava un Super tele o un pallone sgonfio..Pomeriggi a calciare contro il muro..Spostandoci se sentivi una macchina..Quindi ogni quarto d'ora, forse. Con l'orecchio teso che non arrivasse il Messo Comunale a piedi o in Lambretta e ci ritirasse il pallone. E soprattutto che non arrivasse ''Pasca' 'U Napulitano''....Pasca' era il nostro terrore. Era un malavitoso che abitava proprio sopra la nostra porta di gioco. Nel portico a sinistra della scritta di Mussolini. Era patrigno di ''Venerdì''... chi ha letto il mio Blog.. ''Nato nel Cantun Merda'' , sa chi e' Venerdi'... Pasca' aveva un Alfa Romeo Giulia verde scuro... Sfrecciava per il paese fino a casa senza fare tappe, perche' aveva debiti di gioco in tutti i bar.  Aveva traffici loschi e un aspetto che incuteva terrore in noi ragazzini. Spesso ci ha rincorsi anche in mutande...per farci fuggire da sotto casa, armato di una mezza stecca da biliardo. Una volta giocando, mi ritrovai in porta..sotto la scritta di Mussolini... Avevo 10-11 anni..Immaginate che scricciolo che ero..D'un tratto vidi tutti fuggire...Avevano intuito dal rumore che stava arrivando la macchina di Pasca'... Lui parcheggiava sempre di costa al muro..sotto la scritta. In pochi secondi mi trovai chiuso contro il muro dalla sua Giulia..Lo spazio era limitato..In un batter d'occhio saltai a piedi uniti il cofano della macchina e per la paura sentii la pipi' bagnarmi i calzoncini di lana fatti coi ferri dalla Clara...Manco Spider Man...Ringrazio la strada se sono diventato un ''calciatore''..L'abitudine a ogni cosa rotolasse, barattoli, bastoni, sassi,  mi ha dato sensibilita' e tecnica sopraffina. Non sono un campione...ma i piedini sono buoni. E ancora oggi se mi lanci un pallone da 30 metri, te lo fermo sulla punta del piede.. Applausi. La strada ci univa..non importava l'eta' ne lo stato economico. Oltre al pallone le bici sono state un mezzo di socialzzazione. Ti spostavi per le varie zone del paese, in bici. Diverse. Scassate. Da Cross, Grazielle, da strada, da corsa...i piu' avanti avevano le Saltafoss con la radiolina, le frangie e la bandierina sul retro della sella lunga... La publicizzavano su Topolino. Freni rotti, senza copertoni e cameredaria..manubri sverzi, pedali monchi...Chi se ne fregava. Una volta di dopocena, improvvisammo un circuito. Eravamo una decina e si andava a cronometro. Avevo la 26 da corsa del Bepi..rosso metallizzato e a mala pena toccavo terra coi piedi..Partenza e arrivo dalla sede del Gruppo Giovanile Indipendente..Fuori di casa mia insomma.. Avro' avuto 12 anni...5 giri. Oggi non ne riuscirei a fare uno. Salita per via Marconi...arrivi ai Mott... Falsopiano della Calabria  a scendere fino sotto la chiesa..strada sotto l'asilo e salita di via Matteotti che porta alla santa Teresina...si insomma la discesa del Sass Murun. Ritorno passando davanti la Ceramica Coronetti, oggi Le Terrazze eeeee vai... in fuga, davanti al Circolo...oggi Carosello...poi ''centro paese'', davanti al Veloce, alla Pasticceria dell'Italico, oggi Vecchia Cunardo..e cosi' per 5 volte.  Mio Dio. Mentre scrivo mi sembra di narrare cose cosi' lontane nel tempo che sembrano anacronostiche. Invece sono passati solo 40 anni...Voi direte..40 anni sono tanti... Non proprio..e' il tempo che si e' evoluto in un breve lasso. Ha accelerato. Le tecnologie lo hanno abbreviato lo hanno reso in un attimo lontano. Io lo preferivo. Dentro io ho ancora 12 anni...Ho il cellulare, il PC...Son vaccinato al Covid...Ma in strada purtroppo non si gioca piu'. 

Nessun commento:

Posta un commento