venerdì 27 aprile 2018
LE FONTANELLE E IL LAVATOIO.
Le conoscevamo tutte, le fontanelle di Cunardo. Ci mancherebbe, eravamo eternamente accaldati, sudati, sempre in movimento. Mica entravamo in Tigros e compravamo una Red Bull o un Fitgar. Tze'. Sapevamo come centellinare gli sforzi, sapevamo dove era il posto di "ristoro" piu' vicino. Io figlio del Cantun Merda ho sempre avuto la mia preferita. Ora non c'e' piu'. Ai piedi della via Monte Grappa. Di fronte al negozio del Bonora. Bellissima, con il lavabo in pietra a forma di guscio di noce. Era il via per una giornata di avventure. Rifornimento per riempire i flaconi di "Spirito" vuoti e giocare a bagnarci. Per riempirci le guance e sputare addosso agli altri la nostra mancanza di pensieri. Meglio di tutti le conosceva la "Cochisse". Abitava nella corte della Maria Bustocca. Nello stesso "condominio" del Paulin "Matt" Reggiani, pittore e della Caterina "segnaossa". (In quanto a personaggi folkloristici, noi del Cantun Merda non ci siamo mai fatti mancare nulla.) Al Paolino, la Cochisse, metteva le zampe di gallina sotto la porta e lo esasperava a tal punto che sappiamo poi la fine che fece. Satira. Usciva la mattina e con la scusa di cacciare gli spiriti, apriva a manetta tutte le fontanelle sul suo tragitto. Prima di tutte quella davanti al Bonora e prima che qualcuno la chiudesse, sbroffava per ore. In piazzetta davanti al negozio dell'alimentari della Mirella e del Battista, c'era la seconda tappa, una colonnina con la grata che ti spruzzava sui piedi e che non era nelle tue preferite perche' ancora troppo vicina e il getto era irregolare. Poi. Sotto l'asilo. Davanti al garage della casa parrocchiale, una terza. Ancora oggi fa mostra di se, ma sembra piu' un residuato che vorrebbe giustificarte a chi passa la sua presenza, ma non ne trova le parole. Abbandonata. Sembra che quando passi, da un momento all'altro ti chiede se hai qualche spicciolo. Una volta anche lei aveva il suo perche'. Quando scendevamo da ''Su al campo'' ci ritemprava se non avevi sfruttato la fontanella fuori del campetto. Ora e' li' e vive solo nei ricordi di qualche nostalgico. Se ti proponevi di passeggiare fino a Raglio o di fare i compiti dal dottor Mapelli, nel periodo che era sindaco, ed eri coscritto del Marco (A proposito ciccio, sono 35 anni che non ci si vede in faccia, che aspettiamo?), nel momento di tornare a piedi o in bici a Cunardo, facevi rifornimento alla fontanella che staziona nel piccolo spiazzo antecedente al "Gatto Rosso" ( Altro mitico ricordo...Quanto si pontificava..) davanti alla casa dove abitava l'Ivan Casarotti. Altro coscritto di cui si sono perse le tracce. Arrivato a Cunardo. Nei pomeriggi passati al parco delle Rimembranze (Qui non basta un 'enciclopedia per raccontare..), l'acqua era erogata dalla fontanella sul retro del complesso di cemento, che voleva essere un monumentale scivolo d'acqua con vasca. Bah. Apriamo una parentesi. La vasca, ricordo ancora quando fu inaugurata. Misero le papere a sguazzare all'interno. Come si pretende che possano durare delle papere all'interno di una vasca di un metro per un metro, con la totale liberta' di notte di accedere al parco? Infatti di papere, dopo una settimana non rimase traccia. Ma non migrarono in paesi piu' caldi. Si opto' subito per dei gamberi. Ok. Replay. Una settimana e di gamberi non ce ne erano piu'. Un piccolo recinto reticolato alto 10 centimetri contornava la piccola vasca. Sia mai che i gamberi fuggissero. Avranno scavato un tunnel allora, perche' sparirono anche quelli. A poco a poco fu solo un modo per raccogliere l'acqua. Il lavandino e il rubinetto erano truffaldini. Dovevi schiacciare col pollice e bere. Partiva un getto che ti spegneva un incendio a casa del Valugani. Piuttosto, semmai, si faceva due passi e si andava fino alla regina delle fontanelle. Lei. La fontanella di via Rimembranze. Di fronte al Benzinaio...Per anni l'acqua piu' ambita di Cunardo. Le file ogni sera, di persone che si recavano con cestelli di bottiglie "di vetro" per riempirle di acqua inimitabile. (Vero Teresa? Quante volte lo hai fatto?). Erano gli anni dell'acqua "Vichi"..della minerale fatta in casa con le bustine. Idrolitina. Frizzina. Bleah, che schifo. Ma faceva figo. Erano una via di mezzo tra l'acqua naturale e la Boario gassata. Valeva la pena abbeverarsi a quella cannella. Acqua freschissima e ritemprante. Per tutti noi Cunardesi un vanto e una risorsa di cui andare fieri. Ora ho visto che e' stata ristrutturata da qualche anno ma di persone che ne godono sono decenni che non ne vedo. Le persone ormai sono piu' portate a riempire i carrelli di ceste d'acqua nei discount. Io personalmente tra una birra e una birra, bevo ancora quella del rubinetto. C'erano giorni che le fontanelle non erano reperibili al volo. Soprattutto se tornavi a piedi da Ferrera e salivi da via Leopardi, dopo aver giocato a calcio tutto un pomeriggio, avevi bisogno di una scossa per ritemprarti. E allora, ecco Il piu' bel lavatoio del Mondo. Una volta. Ora, il piu' bel capanno degli attrezzi del Comune del Mondo. Sono stato all'Aprica e ho fatto il percorso dei lavatoi. In ogni paese limitrofo il nostro, sono stati ristrutturati e resi orgoglio comunale. Avevamo il piu' bello, il piu' suggestivo, proprio sotto l'occhio vigile del San Martino. Le vasche odoravano ancora di sapone. Erano lucide per gli anni che le donne avevano sfregato i panni e l'acqua talmente fresca e cristallina che ne avresti goduto per ore. A volte mi bagnavo le gambe fino al ginocchio. Passavamo lunghi momenti seduti sulle vasche con per sottofondo, il rumore dell'acqua che incessantemente scorreva dalle cannelle. Forse sarebbe bastato aspettare tempi migliori se subito non era possibile ristrutturarlo. Abbiamo perso una delle testimonianze piu' vere e vissute della nostra Cunardo. Ricordo ancora quante volte vidi la Letizia, l'ultima a usufruirne, salire da via Leopardi col cesto di biancheria sotto braccio. Ora credo, o mi pare, di non vedere da tempo, nessuno piu' abbeverarsi alle fontanelle. Anche se, a parte quella sotto l'asilo, e la desaparecida di via Monte Grappa, devono essere tutte funzionanti. Ho tralasciato volutamente quelle "Su al campo" all'Oratorio e quella che passando per la casa del Marchesi, se andavi al Tiro al piattello, era piu' una grondaia bucata che secerneva acqua piovana, all'interno di una nicchia nel muro. ( Bevuto anche da quella.) Fontanelle di diverso lignaggio. Ci si avvicinava, con la mano a cucchiaio. Si lasciava scorrere e si avvicinavano le labbra finche' eravamo sazi e sentivamo lo stomaco gonfiarsi. Allora eravamo pronti per una altra avventura. Altro che Red Bull.
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