venerdì 27 aprile 2018
LA MOSTRA DELL' ARTIGIANATO.
Era una manifestazione per promuovere le varie attivita' artigianali che si svolgevano a Cunardo, che si teneva d'estate presso le scuole medie. Per noi che eravamo abituati a frequentare le scuole per tutto l'anno, era un senso di privilegio poter circolare impuniti per le classi durante la manifestazione. Dopo l'inaugurazione, giravamo di classe in classe, pensando a come durante l'anno, eravamo obbligati peer la maggior parte del tempo in un banco e potevamo vagabondare per le aule solo per la ricreazione, alla ricerca di compagni di gioco piu' o meno rimandati. Perche' una volta si bocciava, si bocciava eccome. Le classi erano un miscuglio di alunni di un triennio di eta'.Tranquilo che se tu eri in terza, c'erano almeno una decina di persone che avrebbero dovuto essere fuori gia' da almeno un anno. La Mostra dell'Artigianato. Non ho una vera idea di quanto durasse, perche' spesso ci tornavamo (Io e i miei compagni di merende) minimo 2 volte al giorno. Avveniva d'estate. Dopo l'inaugurazione, favorito dalla dislocazione prossima alla mia abitazione, in momenti di noia era abitudine rivisitarla. Non ti dico la domenica poi. La prima volta era un legittimo senso di possesso. Per tutto l'anno scolastico, in quelle aule, eravamo repressi in condizioni di disciplina piu' o meno condivise. Ora invece padroni di scorazzare per le aule senza regole di sorta. La mostra si basava generalmente su esposizioni di artigianato, per la maggior parte, ma non totalmente, espressioni soggettive di scuole di ceramica, poiche' a Cunardo, e' sempre stata rinomata la creativita' espressa tramite la lavorazione di terrecotte e porcellane, sia di origini locali, sia delle molte scuole che con gli anni si sono insediate nel paese. Soprattutto abruzzesi. La ceramica Ibis, Lo studio d'Arte, la ceramica Di Nino e la ceramica dei Fratelli Di Simone e la rinomata e conosciuta da tutti, anche da chi aveva appena finito le scuole, ceramica Coronetti. (Chiedo perdono se ne ho scordata qualcuna. Sempre in tempo ad aggiungerla) Chi non si e' mai trovato in casa un carabiniere di terracotta della ceramica Coronetti? E' stato il primo trofeo di calcio che ho vinto al torneo del "campetto" del Talamona. (Qualcuno se lo ricorda? Raccontero' anche di quello, forse.)..Un carabiniere fallato preso nella discarica di scarti della ceramica. Ma soprattutto a me, poiche' il suo laboratorio era a una ventina di metri da casa mia, la ceramica del Mario Messina. Marito dell'Anna Bustocca e papa' della Serenella e del Flavio, era quella che mi attirava e mi incuriosiva di piu'. Piu' fratellastri che amici per me. Il Bepi e la Clara furono testimoni di nozze al loro matrimonio e in seguito la Anna contraccambio' facendo da madrina di comunione alla Rosi. Noi del vicolo, stavamo ore appoggiati al davanzale del laboratorio del Mario, situato dietro la casa del Giancarlo Bonora, per vedere come costruiva pezzo per pezzo, un moschettiere, un pescatore, un cacciatore, un fraticello o un notaio. Le figure, caricature grottesche, rappresentavano personaggi di fine 700. Le mani del Mario seguivano una ben precisa sequenza. Dalla creta grezza, alla creazione pezzetto per pezzetto del soggetto. Talmente innata che il Mario seguitava nel suo lavoro pur dandoci retta e rispondendo alle nostre domande e curiosita'. Tipico di chi e' padrone consapevolmente orgoglioso, del proprio mestiere e ama esternarne la sapienza. Sembrava che le mani andassero da sole. Il soggetto iniziale era un manichino in creta, spoglio e senza anima. Poi, piano piano, pezzetto per pezzetto, il Mario, spianava, tagliava, creava uno per uno, i particolari che venivano aggiunti alla sagoma iniziale e gli dava un significato e un'anima. Siccome poi Serenella era mia coetanea e gia' cominciava ad avere ispirazioni di suo, spesso diventava incentivo per andare a vedere le sue opere esposte e per farci dei giudizi personali, su quanto fosse brava o ricalcasse gia' le orme di famiglia. Ricordo pero' anche esposizioni di oggetti e strutture in ferro battuto o anche qualche litografia in china del Paolino Reggiani..il pittore. il "Paulin matt". Gli argomenti esibiti erano dei piu' svariati e rispecchiavano le attivita' che si svolgevano a Cunardo prettamente a livello artigianale. L'entrata per la mostra era il cancello principale della Scuola e le aule adibite quelle a sinistra, nel corridoio passato l'androne. Si insomma, dove da anni si tengono le elezioni. Tutte le classi nel pianoterra e a seguire sul proseguimento dopo le brevi scale, erano utilizzate per la mostra. Quelle nel piano sotterraneo non erano comprese. Sembrava di visitare un museo come quelli veri. Le persone giravano per le aule in silenzio o parlavano sottovoce. Gli espositori, spesso, presenziavano e chiacchieravano coi visitatatori spiegando e intrattenendosi in discorsi inerenti gli oggetti esposti. Ogni volta che la visitavo trovavo sempre qualche nuovo spunto di curiosita' e interesse. Non mi annoiavo mai. Visitandola piano piano, volta per volta, mi concentravo sui pezzi esposti e riflettevo su quante interessanti attivita' si svolgessero a Cunardo, senza che durante l'anno fossero agli occhi di tutti. Ogni oggetto, ogni pezzo catturava la mia attenzione e mi immaginavo il procedimento, magari anche senza riscontro, di come potesse essere stato studiato, creato e costruito. Chiudeva alle 22.00 e regolarmente mentre giocavo a pallone sotto la scritta di Mussolini di Via Marconi, dopo cena, vedevo coppie e famiglie, spesso anche di villeggianti, che col fresco facevano il passeggino e si recavano a fare un giro alla mostra, approffittando dell'occasione, per poi concludere la serata al Grotto, per un gelato o un'oretta di fresco. Come molte altre iniziative termino' intorno agli anni 80. Era gratis. L'entrata libera era un incentivo a rivisitarla, a rivederla per approfondire, se qualcosa non ti aveva a sufficienza esaudito la curiosita'. E' uno dei tanti appuntamenti persi nel tempo. Forse oggi non ci sarebbe neppure modo di allestirla visti i pochi argomenti rimasti da esibire. Per chi la ricorda e la ha vissuta, un appuntamento clou dell'estate Cunardese. Aiutatemi a ricordare quali attivita' fossero presenti ed esposte. Rinfrescherebbero sicuramente la mia memoria, quella di chi ci e' stato e di chi se l'e' goduta.
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