Da ragazzino a Cunardo il Natale era inteso come vacanza scolastica, rinnovo del guardaroba giocattoli, albero di Natale o presepe, pranzo fuori dagli schemi e Messa di mezzanotte. A Cunardo la giurisdizione della consegna dei giocattoli era di Gesu' Bambino. Punto. A Santo Stefano gli amici curiosi del Bepi ti chiedevano.''Se ta' purta' 'l Bambin? ''. Nessun Babbo panzuto, con naso rosso e giacca in tinta con i colori della Coca Cola. Allora Carosello era di pura marca italica, pochi reclames di provenienza straniera ti deviavano la mente. Io ero in rapporti tesi con il Bambino. Io scrivevo ''la letterina'' e lui mi portava quello che pareva a lui. Un bambino che mi regalava qualcosa non era credibile. Se a un mio coetaneo ci chiedevo una cicca..''Me ne dai una.?''....''Noooo!!!!''. Figurati se gli chiedevo dei giocattoli. Un poveraccio nato in una mangiatoia poi ?! Simpatizzavo piu' per la Befana.
-----------------------------------------------------------
I MIEI NATALI....PASSATI E BOH...
Mentre scrivo siamo in pandemia...Il primo Natale Pandemico...E' l'8 dicembre, la festa dell' Immacolata, data tacitamente stabilita senza certificazione, per la ''mise en place'' di albero o presepe o entrambi. Quindi ora siete tutti impegnati...Era il giorno che per tradizione facevo l'albero, o il presepe...o tutti e due...Cominciai ad occuparmi Io degli addobbi dopo che le mie sorelle si fecero una famiglia propria...Quindi...dunque..dunque... Avevo 12 anni...La mia famiglia non aveva grandi possibilita' economiche...Non avevamo neppure grandi diramazioni parentali da riunire a Natale...Per cui i miei Natali sono sempre stati ridotti alla mia Famiglia e quella di Mia zia Rina, la sorella di mio papa', che abitava a Luino. Creva precisamente...zona Moncucco. Di fronte alla chiesa. Al massimo 10 persone in tutto...5+5. Preciso, preciso, secondo gli attuali decreti Mionisteriali...Ci si alternava. Un anno, Noi si andava a casa loro, un anno, Loro venivano a casa da Noi. Le differenze economiche erano molto marcate... L'attesa che vivevo era quella di tutti i bambini che credevano in Gesu' Bambino...Una magia inconscia, legata alla vita in un paese che conciliava alla perfezione, con il suo clima invernale e il suo status ancora parzialmente rurale, l'arrivo del Natale. La neve, un paesaggio dove prevaleva ancora l'utilizzo del legno...e le sue tante corti fatte di lobbie...Quando negli anni 70 arrivarono i primi alberi di Natale di plastica, ricordo che la Clara lo faceva sul balcone...Avevamo ancora tutte le palline di vetro...di varie dimensioni e vari colori...La Clara lo accendeva solo la sera della Vigilia e tutto il giorno di Natale..per non consumare la corrente...Era uno spreco...Ricordo un anno che una nevicata lo capotto'...Ruppe molte palline..Mia mamma lo rimise in piedi alla buona..Ma non c'erano soldi per sostituirle...Cosi' ci si accontento' di immaginare la sua presenza sul balcone solo come segno...Il presepe lo facevano le mie sorelle...Nel camino..Un camino mai utilizzato...Avevamo tutte le statuine in gesso o cartapesta...Ogni anno si riduceva di ''rosa''...Qualche statuina ''andava'' rotta..Era bello, ma odiavo l'uso dell'ovatta per dare l'effetto neve...Non rendeva..Quando presi l'appalto...apportai molte modifiche...All'inizio per l'effetto neve usai la farina...ma non era detto che dovesse per forza nevicare per cui i presepi seguenti furono verdi...Verdi muschio..Poi..mi resi conto che anche il muschio non era realistico...Il Bambinello era nato in zone desertiche..Scarne di vegetazione....Avrei dovuto farlo in un contesto sabbioso...Ma mi sembrava di esagerare. La caduta regolare della fuliggine del camino, fece si che il presepe a volte diventasse simile ad un territorio bombardato da neri pezzi di carbone....Decisi di trovare una nuova collocazione e dagli anni 80 divenne il davanzale della finestra, con annesso un tavolo...Ogni anno costruivo le staccionate, la capanna con dei mattoni e delle cortecce, i ruscelli...posizionavo le illuminazioni, lo sfondo con le casine fatte con le scatolette delle medicine e la carta stellata...Mai uguale all'anno precedente. Utilizzavo solo stauine con un senso...Pastori, zampognari, pecore, cani da pecore, angeli..Nessun venditore di enciclopedie, corriere della UPS o altro..Era un presepe con un suo senso logico...Erano davvero belli i miei presepi..Salivo per l'occasione in Penegra i giorni antecedenti e staccavo il muschio dalla roccia vulcanica..Tornavo con 4 sacchetti pieni..Creavo addirittura il disegno a matita su un foglio e seguivo quello che poi avrei immaginato disporre...Nulla c'era di meccanizzato, tutto statico, ma tutto frutto di immaginario e fantasia...Con gli anni ci misi in mezzo l'albero di Natale...In pratica attorno al treppiede dell'albero coperto dal muschio avanzato, si collocava il presepe...Anche l'albero era meraviglioso..Tutto addobbato in rosso, con nastri, palline e ninnoli e luci...file di perle colorate, rosse naturalmente...Ma ero gia' grande ormai...Che il Bambino non esisteva lo scoprii a 9 anni...Ricordo le attese in precedenza..Le notti passate a spiare dalle persiane il cielo, davanti al balcone...Passate per Lui e quella befana della Befana...Mi fregarono sempre...La mattina trovavo i regali nel camino...Sempre un regalo principale e altri di minor importanza a fare da cornice...Ne ricordo uno in particolare...Un piccolo Robot di latta, che strofinando le rotelle camminava, agitando le braccia e facendo luce nella testa e uno starno ronzio.....Ci giocai per parecchi anni...L'impossibilita' mi ha insegnato a fare durare e cose...Ringrazio i miei genitori per questo. Gli appuntamenti con cui rinnovavo il guardaroba giocattoli, erano solo due..Natale e la Festa del Paese..''Ra nosta Festa''...Poi...fantasia, inventiva, iniziativa..e tanta aria aperta..per il resto dell'anno, prendevano il sopravvento una volta rotti o impossibilitato all'uso i giochi Natalizi.. Un anno mi fu regalato un Revolver, Cobra..a ''bombette''. Quando finirono le bombette, quindi il giorno stesso, gli spari dovetti cominciare a farli con la bocca..Un suono che imitava i colpi sentiti nei film western all'oratorio. Nessuno mi avrebbe ricomprato le bombette. Comunque tra il Gesu' Bambino e la Befana quest'ultima era la mia preferita. La Befana era piu' tirchia...Qualche giornaletto, spagnolette, mandarini e datteri...che il Bepi, che aveva fatto la guerra in Africa, a El Alamein, mi diceva...Fossi in te non li mangerei...Ho visto come li fanno...''Li schiacciano coi piedi per sbucciarli...''...Ricordo ancora la forchettina bianca, che era nella confezione...Andava bene quando c'erano i fichi secchi. Quelli sparivano in un attimo.. La Befana portava via anche la magia di quel contesto. Dal giorno dopo si tornava a scuola. I pranzi di Natale non erano all'insegna delle pubblicita'...Avevamo il pollaio, l'orto..Se si pranzava da Noi, molte delle cose che mangiavamo erano allevate in casa..Se si andava da mia zia a Luino gia' il pranzo assumeva qualcosa di piu' sofisticato...Le cugine avevano una casa bellissima..Un presepe che teneva tutto il soggiorno, fatto personalmente da mio zio Ubaldo. Ognuna di loro aveva una cameretta..Io diversamente, dormii in camera coi miei genitori fino a 10 anni, finche' una delle sorelle si fece una famiglia sua..Era il 1973. Per il pranzo di Natale, si metteva sul tavolo, un piatto e una fondina...Mai durante l'anno. C'era l'antipasto, le olive, i sottaceti, l'insalata Russa...Poi..due secondi...Di solito un pollo e un coniglio venivano immolati e fatti entrambi meta' arrosto e meta' bolliti..A scelta..Un brodo di carne in cui la Clara faceva i Capelli d'angelo...veniva ben collocato dopo l'antipasto...Si tirava alla lunga. Tra un piatto e l'altro...Il Bepi ripeteva a mia mamma..''Maaa?..te get pressa?..'Ndua te get da nà?'' Poi dopo, la frutta secca, i mandarini e il torrone...Infine si apriva il pannettone che il Bepi aveva portato a casa dalla Macchi..Di solito Lucchini..Poi divento' Pirola negli ultimi anni. L'aria in casa nel primo pomeriggio cominciava a prendere il profumo dalle bucce degli agrumi sulla stufa..Le bucce di mandarino..Per qualcuno arrivava l'abbiocco davanti alla TV...Io giocavo coi nuovi giochi...Sul pavimento. Dagli zii diversamente era piu' Natale...Piu' Natale da Mulino Bianco...Dopo un pranzo infinito...gli adulti se la raccontavano...Io e mia cugina Maristella, i piu' piccoli, scendevamo nel garage adibito a luogo giocattoli...E quanti ne aveva...Quando ricominciavano le scuole si presentava il momento piu' drastico...Il confronto con gli altri compagni. Che cosa vi ha portato il Natale?...Quali regali avete ricevuto?...Io spudoratamente mentivo...Mi vergognavo molto delle possibilita' della mia famiglia...Elencavo cose che non avevo avuto, per sentirmi come gli altri..Come quelli che sbrodolavano elenchi esagerati, ma veri, cazzarola, di doni e giochi...Gli anni passano..Con l'adolescenza e in seguito con la maturita' e la patente..i pomeriggi Natalizi, dopo una prima fase digestiva, si usciva e ci si ritrovava tutti davanti al Bar Tre Valli..Era chiuso, ma era il ritrovo principale. Ci si trovava sugli scalini dell'ambulatorio del Cerutti. Tutti annoiati. Nessuno in giro. Se poi c'era il sole neppure sembrava Natale..Si prendeva la macchina e si batteva Varese...Poi Luino...Non c'erano anime vive in giro. L'unico paese pieno di vita il giorno di Natale era Laveno. Boh, forse per il Presepe sommerso..Un via vai di persone che facevano avanti e indietro sul lungo lago...Ci univamo...e tiravamo sera... Poi, ognuno prese la sua strada, fece la sua famiglia.. Crescendo ho continuato a sentire questa magia per il periodo Natalizio, soprattutto perche' sono appassionato di cultura Irlandese, del Piccolo Popolo, dei miti Nordici e delle fiabe Irlandesi...Per cui, la magia del Natale, gli elfi, gli gnomi e tutti i personaggi che vivono nei boschi hanno sempre alimentato questa passione...Poi arriva il momento che capisci che forse non lo facevi per te stesso..Natale e' la festa della Famiglia. Con gli anni, il traumatico diradarsi delle mie radici, di tutte le persone che facevano famiglia, mi hanno fatto capire che forse lo facevo esclusivamente per un contesto di aggregazione parentale..Di ''calore'' famigliare. Gli alberi di Natale, i presepi...i doni..le attese..i pranzi le cene..le messe di mezzanotte...erano ormai il passato. Quando se ne ando' mio papa', dal 94 in pratica, il Natale fu ridotto a tre...a volte 4 persone, se mio nipote non doveva lavorare.. In seguito...Molto piu' avanti, ho vissuto per qualche anno grazie a un contesto parentale transitivo, i Natali con gran numero di invitati...All'inizio mi sentivo un po' spaesato...Poi li ho invidiati..e in seguito un po' mi son mancati. Poi se ne ando' anche la Clara e poi la Rosi. Da Parecchi anni ormai vivo il Natale da solo. Ho inviti regolarmente per le feste. Tanta gente mi chiama e mi invita...Ma la situazione non mi piace, mi fa sentire tanto ''orfanello''. Piuttosto preferisco essere invitato una domenica qualunque...A sorpresa. Non a Natale..E' piu' spontaneo...Anche ora che ce' Cri' nella mia vita, gia' distante tutto l'anno come residenza, gia' obbligata negli orari e nei trasferimenti per la tipicita' del lavoro e quest anno, anche per ragioni di costrizione per decreto, il Natale non ha riguadagnato la sua magia per me. Cristina lo vivrebbe 365 giorni all'anno...Il suo film preferito e' Polar Express...E il suo motto e'..''Credi.''.Mi ha regalato una piccola campanella..E mi ha detto..''Se ci credi veramente..la sentirai suonare''..


Nessun commento:
Posta un commento