giovedì 26 aprile 2018

LE DOMENICHE AL ''CINE''.


Spapa e ranzato  sul divano, un languorino ti convince fino all'inconfutabile conferma, che l'attrazione dei corpi e' una legge fisica ponderabile. L'attrazione per il  frigorifero ha il sopravvento. Altre volte la pisciatina post birrozza ti obbliga a stoppare la visione del Divx, Dvd, Sky sa il caxxo quale o Vhs per i piu' Flinstones.  Alzarsi a espletare il bisogno improvviso diventa impossibile da gestire. Una volta non era cosi'.
Una volta se non seguivi di un fiato la visione, dovevi aspettare che venisse replicato il programma mesi dopo. Il giorno dopo, se si parlava proprio di quel frammento che ti sei perso eri escluso dalla discussione. Una volta due canali bastavano per socializzare, perche' il giorno dopo a scuola, tutti si sarebbe parlato di quello che si era visto in Tele la sera prima. I cinema dell'oratorio con le loro seconde, terze o quarte visioni erano l'unico mezzo per vedere film a colori. E il giorno dopo piu' ne raccontavi e piu' eri al centro dell'attenzione. Sono le 13.45..di una domenica. Probabilmente 45 anni fa mi stavo preparando. La visione era alle 15.00 ma mica si era Vip noi. Si arrivava in anticipo non in ritardo. Eccovi la domenica pome di un ragazzino di paese.
Non c'era un vero e proprio oratorio e ancora non si chiamava teatro Don Bosco. Dopo il vespro le "femmine", in alternativa, potevano andare all'asilo dalle suore per passare il pomeriggio, mentre per noi "maschi" l'appuntamento "In" era andare al cinema. Era l'occasione per vedere su grande schermo un film a colori, visto che la tv trasmetteva ancora in bianco e nero. Pellicole di seconda o terza visione ma che per noi erano cibo per la mente, per la fantasia e per nuovi ruoli da cui fare scaturire un gioco. Gia' dal martedi' correvamo all'uscita da scuola, fino in piazza 4 Novembre, alle bacheche di legno verde della Pro Loco, per vedere le locandine e quale sarebbe stato il film della domenica. Gia' li' fantasticavi, ma io personalmente, ancora non sapevo se avrei avuto i soldini per poterci andare. Non era cosi' scontato. I preferiti per noi erano i film di gladiatori, di Franco e Ciccio, di Cow Boys. Ma se c'erano i mostri allora era un attesa spasmodica. Solo al pensiero di vedere Godzilla distruggere Tokio ci ricamavi per una settimana. Manco ti accorgevi in quel periodo di quanto fossero fatti male i plastici e i pupazzi che apparivano nei film. Gli occhi di un bambino perfezionano qualsiasi cosa. Ma alla fine qualsiasi film ti era sembrato cosi' bello e coinvolgente, che appena usciti a rivedere le stelle, dalle porte d'emergenza laterali, gia' stavamo interpretando questo o quel personaggio. E il lunedi' a scuola, era un ripetere le scene e fare a gara a chi se ne ricordava meglio. Una maniera per socializzare confrontarsi, parlare tutti dello stesso argomento con trasporto e immedesimazione. Mica come oggi che ci sono 1000 canali, 1000 possibili programmi e il giorno dopo non ci si racconta, non si fa confronto, perche' ognuno ha visto qualcosa di diverso. Ci si adoperava in fretta, dopo il pranzo domenicale, per arrivare almeno mezzora prima dell'inizio del film, per prendersi i posti preferiti. C'era un pubblico molto disparato. Di tutte le eta'. Le compagnie di scuola, le famiglie, persone gia' in eta' adolescenziale, a rotazione tutta Cunardo almeno una volta tanto andava al ''Cine'' la domenica pomeriggio. La proiezione della domenica era un ritrovo obbligato per trascorrere il pomeriggio. All'entrata nel piccolo androne, sulle pareti, qualche locandina appesa, dei film di prossima programmazione. Sulla destra c'era il bancone del Bar con le bibite e la pappatoria esposte. Ci si catapultava alla fine del primo tempo per una gazosa o le patatine, sempre se ti erano rimasti soldini a sufficienza, altrimenti ci si provava sfacciatamente,..''me ne dai una? mi fai fare un sorso?''.... (Una volta con una mancia da sposalizio di 350 lire, tutto gasato.. comprai 7 bottigliette di gazosa e le misi in fila davanti ai piedi pronte all'uso. Passo' la Rosi mia sorella. A casa gia' la notizia era giunta quando io arrivai e le immancabili prediche furono solo prassi. Mia madre sbraito' per tutta la sera.)  Alla sinistra, in un banchetto piu' piccolo la Maria Bertocchi strappava i biglietti da blocchetti di vario colore. Dopo di che', ti fiondavi due scalini per volta, su una della due scalette laterali, con il tendone di velluto verde e scomparivi nella sala cinema. Anche li' le corse per prendere posto. Di solito in prima fila, per non avere teste davanti, anche se dovevi stare con il naso all'insu' e non si vedeva tanto bene. Nelle ultime file, le prime in alto, i disturbatori. Quelli delle "caramelle da lancio". Quelli piu'scalmanati del paese. Spente le luci prendevano di mira le file davanti, senza bersagli prestabiliti, con lanci di caramelle durissime e nel buio sentivi i colpi secchi dei proiettili che si infrangevano contro i sedili o contro le pareti, misti a risate e frasi scurrili. Spesso venivano proiettati in apertura ancora filmati dell'Istituto Luce, un cinegiornale anacronistico che ci dava il conto alla rovescia all'inizio prossimo del film. Poi tutto un bocca aperta fino alla fine. Vedere un film a colori non era consueto, per cui ti chiedevi perche' al cinema si e in TV invece no. A volte riuscivo a nascondere la piccola radiolina senza che don Lodovico mi sgamasse per poter ascoltare le partite. Le sequestrava e te le ridava all'uscita altrimenti. Per chi serviva messa, a volte era un premio andare al cinema gratis, ma non sempre ti andava bene. Anche solo le poche lire del biglietto a volte non si trovavano. Ricordo che servire alle funzioni dei funerali e' sempre stata una noiosa esperienza, come invece servire ai matrimoni motivo di giubilo perche' gli sposi ti davano la mancia. Siccome dopo il funerale don Lodovico tornava sempre con il furgone dell'impresa funebre e invece noi, come una piccola armata Brancaleone, con croce in spalla, aspersorio e ammennicoli vari, dovevamo farcela sempre a piedi, (2 km) non era mai facile reclutare il personale. Cosi' il Don prometteva il cinema gratis. Ricordo che una domenica mi presentai tutto gongolante alla biglietteria e dissi alla Maria..''Io ho servito al funerale..ha detto il Don che entro gratis''. Lei mi osserva e mi dice..''Mi dispiace ma a me il Don Lodovico non mi ha detto nulla''...''Gulp !!! '' Come ci puo' restare un bambino di fronte a un tradimento simille?? Vabbe'. Tornai a casa deluso e triste, non tanto per il cinema, ma perche' non avrei potuto neppure il giorno dopo partecipare ai discorsi dei miei compagni e raccontare le scene e ridere e scherzare, dell'unico appuntamento che davvero la domenica ci rendeva tutti uguali. Era bellissimo andare al cinema. E' stato un forte veicolo di aggregazione per la mia generazione, che ci ha permesso di crescere insieme e condividere emozioni, sogni e situazioni senza discriminazioni. Credo che smise di proiettare regolarmente intorno alla meta' degli anni 70, perche ricordo che con le prime giostre ormonali e conseguenti trasferte di massa a piedi fino a Grantola ( 6 km andata e 6 ritorno) per i film vietati ai 14,  (tira piu'...bla bla bla...che cinc' cavai ca trotta..) il cinema gia' non era piu' attivo. Ammetto che da quel periodo ai giorni nostri, ci saro' entrato ancora, a malapena un paio di volte, in occasione di concerti del coro Monte Penegra, credo. Mai per altre occasioni. Attualmente Peppo Croce mi ha invitato ad assistere alla esibizione della sua Compagnia Teatrale con l'intento di coinvolgermi quale parte attiva e per questa volta ho glissato. Forse in futuro. Sara' di sicuro emozionante ritornarci, ne ho quasi paura, perche' anche se non ci entro da decenni, se chiudessi gli occhi e mi dessero un matita potrei disegnarlo a memoria. :)
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