Sei di Cunardo se...?!..Beh...Se hai fatto la patente all'Autoscuola ''Castelvecchio''.. del Pietro. Esatto. Fino al 1977 se volevi prendere ''il permesso di guida''....''la licenza di condurre'' dovevi per forza guardare oltre i confini del paese. Ponte Tresa, Luino, Varese...erano le destinazioni più obbligate, se tu avessi deciso di iscriverti ad una Scuola Guida e conseguire il documento per condurre una vettura. Piuttosto scomodo e complicato per quei tempi.. Naturalmente, anche nei paesi più limitrofi a Cunardo, si approfittò della nuova comodità..quindi non certifica che sei per forza di Cunardo, ma credo che non esista un Cunardese che non abbia conseguito la patente tra il 1977 e la sua chiusura, nell' ''Autoscuola Castelvecchio'' di Cunardo. Quando aprì era ancora un periodo che a Cunardo le auto non erano così diffuse. Si giocava a pallone in strada, senza che passassero macchine fin dopo l'orario di uscita dal lavoro. Al massimo si possedeva un auto ogni due famiglie.. E solo se eri economicamente garantito. O se lavoravi in Svizzera...e anche in quel caso, spesso al lavoro ci si recava in tre o quattro, con una sola auto a turno settimanale, con altre persone della stessa ditta. Le auto erano molto più piccole di dimensioni, anche le più voluminose, tanto che a Cunardo, il lungo Senso Unico, che attualmente dal 1986, dall'ex negozio del Meroni, attraversa il paese, fino alla prossimità delle scuole, non esisteva. Si circolava a doppio senso, anche con la presenza del formicaio di persone che regolarmente deambulava da una bottega all'altra nel centro storico del paese..I parcheggi erano più che sufficienti. Le donne che guidavano erano ancora poche, troppo occupate a curare i figli e il focolare, anche se l'emancipazione stava già progredendo fin dentro i paesini, soprattutto quelli confinanti con la Svizzera. Perchè una sola ''busta'' non bastava più. Poi...Un giorno, dal profondo Sud..arrivò, con un lampo di genio, un'ottima idea imprenditoriale e ubicazione logistica, colui che distribuì il roseo documento alle generazioni Cunardesi per i decenni a seguire. Per tutti era ''Pietro''. Per tutti, quando ti iscrivevi per la patente, ti iscrivevi da ''Pietro''. ''Sai!?..Mi sono iscritto a scuola Guida.'' ''Ah Da Pietro?''....''Sto facendo la patente''..''Allora vai da Pietro''.. L'Autoscuola vide la luce sotto all'attuale Ristorante Carosello. La facciata esterna dell'immobile che si affaccia verso il condominio Rossi. Era raggiungibile sia da sopra che da sotto, perchè una breve salita di fronte al condominio Rossi, oggi chiusa da un doppio cancello, era percorribile e comodissima per poterci arrivare. La vedevi già dalla strada. Io mi iscrissi da ''Pietro'' nel 1983. A 20 anni. Per motivi di termine studi superiori. La patente fu un regalo dei miei genitori. In casa mia non avevamo mai avuto l'auto. Il Bepi aveva un vecchio documento di abilitazione alla guida, nel cassetto del comodino, conseguito negli anni della guerra, ma mai rinnovato. La prima a patentarsi fu la Rosi, forse un paio di anni prima di Me. Comprò un FIAT 126 bordeaux, con la quale riuscii a fare qualche settimana di esperienza anche Io, prima che mi comprassi la mia prima macchinina tutta mia, Un A112 Junior bianca, con capottina apribile nera e stereo naturalmente estraibile, anti furto...Si perchè in quegli anni, tra auto stesse, sterei, benzina, ruote e varie... se non avevi garage e avevi la macchina in strada non potevi dormire tranquillo... Un 112 carino, che avrei voluto facesse, colpo sulle ''sfitinzie''. Eh già. Era il periodo ''clou'' dei paninari..Del ''Drive In'' la domenica sera...Ma anzicheno, invece, mi scarrozzò in lungo e in largo sui campi sportivi della provincia, le domeniche che giocavo in trasferta. Senza poggiatesta, ne cinture, ne aria condizionata, ne airbags, ne vetri elettrici... Il Dodicino mi accompagnò negli anni della mia gioventù più bella. Poi, Pippo, col suo 128 rosso tenuto insieme col filo di ferro..e i con i suoi coprisedili di pelo, tanto che d'estate sembrava di sedersi in braccio ad un orso..e il Pac, con la sua Fiesta blu sempre ordinata, profumata e ben tenuta. Marcello col suo Citroen Pallas che alzava ogni volta il culo prima di partire...Tutte acquistate rigorosamente di seconda mano. Col 112 ricordo che andammo addirittura in 5 su al Lago Delio..In pratica eravamo 5 in una scatola di sardine insomma... Ricordo ancora l'interno della Scuola Guida. Due unici locali divisi da un tramezzo a soffietto (?) che separavano il bureau reception con il bancone, dall' aula per la teoria. Ricordo i posters appesi che specificavano le parti varie della meccanica di un auto, le varie segnaletiche, le riproduzioni fac simili di un motore e altre parti che componevano un'auto. Ricordo la disposizione delle sedioline con il mezzo banchetto per appoggiare il testo da studiare. Il libro degli esercizi su cui dovevi impratichirti per poi sostenere l'esame di teoria. Ricordo ancora, l'esame di teoria che veniva sostenuto in un'aula messa a disposizione dai Viglili del fuoco di Luino. Proprio passato il ponte di Germignaga a pochi metri della gelateria Cagliani. Nessun errore. Fui promosso a pieni voti. Yeahhh..Ricordo ancora la mia prima guida, al volante di una 127 diesel Blu, (Le auto erano 2. Due 127. Una diesel Blu e una benzina Bordeaux..Il mio colore preferito.) quando Pietro mi disse...''Ok..Vai''. Io non avevo mai preso in mano un auto prima. Non conoscevo neppure la disposizione delle marce, ne come avviare e men che meno partire. Gli dissi: ''Ma dove vado? Non ho mai preso una macchina in mano prima...'' Pietro mi disse indicandomi approssimativamente il cambio: ''Prima, seconda, terza e quarta...''. Ok. Io andai..Non fece a tempo ad azionare il doppio pedale che mi schiantai contro la rete di recinzione che confinava con il cortile della Scuola. Comunque da Lì...feci le guide essenziali, più altre sei, per arrivare all'esame di pratica e conseguii la patente serenamente. Ricordo che quella mattina di febbraio a Luino nevicava. La esaminatrice mi disse...Faccia attenzione che nevica. Non misi mai la terza. Mi fece fare un'inversione a U, qualche testa coda con freno a mano...e un parcheggio in retro... Eravamo solo in due quel giorno ad essere esaminati. E quella patente di tessuto rosa, con la foto mia a 20 anni, la testa di capelli alla Branduardi, la ho avuta in tasca fino all'anno scorso...Bella, vergine, con tutti i suoi bollini/furto, applicati anno dopo anno...Ricordo che l'iscrizione costava 80.000 lire, più 50.000, per ognuno dei due esami previsti..oltre a 5000 lire per ogni guida di mezzora. Io ne feci 16...Sono 42 anni che guido. Ho guidato in tanti posti Italiani, anche in vari stati Europei senza problemi, ma l'unico posto che mi mette ansia a guidare, è Milano. Ricordo che con Pietro avevo instaurato un rapporto cordiale e confidente, nonostante la differenza di età. Il giorno dopo il mio esame dovette fare una nuova tornata di esaminandi a Luino...Al ritorno dal mio esame di guida mi disse: ''Domattina te la senti di guidarmi una delle due macchine che devo portare parecchia gente a Luino per l'esame e sono da solo?''... ''Eh Minchia. Se te la senti Tu!''. Guidai la 127 Bordeaux. Mi sentivo gasato..e avevo il foglio rosa da un giorno. Gongolavo per l'entusiasmo. Che volete. Basta poco per inorgoglirmi. Pietro, arrivato dalla Calabria, abitò a Bedero Valcuvia, per tutto il periodo che gestì la scuola. Fu la prima che aprì e azzeccò il nome. Un nome distintivo del territorio nostrano. Non il solito banale...Autoscuola Paolino..Autoscuola Mimmo..Autoscuola Nicola...Cazzarola. ''Castelvecchio''. Anche quando la cedette, nel 1986, continuò a vivere a Bedero fino al 1993. Continuò la sua professione di istruttore a Cassano Magnago nel frattempo, dove ne aprì un altra e dove vive tuttora. Gli anni trascorsi a Cunardo e Bedero gli hanno creato legami con le persone e col territorio, per cui va molto fiero ed orgoglioso, tanto che molto spesso torna a visitare ancora oggi, queste strade e i luoghi in cui ha affermato la sua attività, portando alla patente migliaia di iscritti. Vive nostalgie profonde, comprensibili solo a chi ha vissuto la Cunardo vivace e meraviglioisa di quegli anni, pur non essendo nato e cresciuto in questi luoghi. Ha creato legami di stima e di affetto con tante persone, che però ormai piano piano diventano sempre meno, ogni volta che torna. Ma è bello vedere come venga sempre riconosciuto quando qualcuno lo incontra e come siano tutti molto contenti di ricordare quell'esperienza che alla fine, con un documento ti cambia la vita. Oggi forse la patente è più difficile. Le auto sono molto più grosse. Oggi nessun neopatentato accetta come prima macchinina un usato. E' da sfigati. Anche se a pagarla in ogni caso sono i genitori. Nessuno oggi usa più le frecce, nessuno rispetta le strisce pedonali, tutti presi dagli smartphones anche alla guida. Ormai solo noi Boomers degli anni 80 siamo rimasti gli unici a seguire le regole di circolazione in modo scrupoloso...Finchè la lucidità e l'età ce lo permetterà...Ma noi boomers Cunardesi abbiamo avuto un ottimo insegnante. Perchè siamo stati patentati all'Autoscuola Castelvecchio....di Pietro.

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